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nuove professioni articolo del Corriere della sera

Pubblicata il 21/12/2012 09:05
Luogo evento: Italia - 20/12/2012 09:05

Qualcosa sta cambiando

Tributaristi, interpreti, grafologi 
Le quaranta nuove professioni

La riforma è legge. Lupoi: svolta dopo 20 anni

 

MILANO - Di sicuro si è aperto uno scenario nuovo. Se poi questo comporti più aspetti positivi o negativi, lo scopriremo alla prova dei fatti. Ieri la decima commissione per le «Attività produttive» della Camera dei deputati ha approvato la legge che regolamenta le associazioni delle professioni non organizzate con Ordini o collegi. Arriva a compimento un percorso lungo 20 anni e caratterizzato da conflitti profondi tra il mondo delle professioni ordinistiche e quello delle nuove professioni, riunite in associazioni. Quest'ultimo è un universo immenso ed eterogeneo che comprende più di 40 figure professionali: dai tributaristi ai grafologi, dagli archeologi agli amministratori di condominio ma anche barman, esperti shiatsu e musicoterapeuti. «L'approvazione di questa legge rivoluziona il sistema professionale rendendolo più moderno, efficace e competitivo - afferma Giuseppe Lupoi, presidente del Coordinamento libere associazioni professionali(Colap) -. Con questo provvedimento si è garantita l'utenza e dato dignità e status ad oltre tre milioni di professionisti riconoscendo per legge il sistema duale delle professioni composto da ordini ed associazioni».


Ma proprio dal mondo delle professioni ordinistiche non mancano le proteste e le obiezioni. «È proprio il caso di dire che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi - attacca Giuseppe Luigi Palma, presidente degli Psicologi italiani -. E a interpretare la parte del gattino cieco è lo Stato che, ad esempio, abdica alla sua funzione di responsabile della salute dei cittadini rinunciando al suo ruolo centrale nella formazione dei professionisti attraverso i quali i cittadini esercitano il loro diritto alla salute». Alla base della legge che riconosce l'esistenza e la funzione delle nuove professioni, infatti, ci sono alcuni punti cardine: viene data la possibilità di costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica fondate su base volontaria senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva. L'elenco di queste associazioni sarà pubblicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico e permetterà loro di autoregolamentarsi tramite norme tecniche Uni, di rilasciare ai propri iscritti specifici attestati di formazione e di far rispettare le regole deontologiche. Insomma, l'obiettivo dichiarato è quello di tutelare i consumatori (cittadini, imprese private e pubbliche, amministrazione pubblica) da eventuali ciarlatani. «Sempre che tutto ciò invece non si trasformi in un semplice business per le associazioni che si occuperanno di formare e "legittimare" i nuovi iscritti - osserva Andrea Bonechi, commercialista e membro del direttivo Coordinamento unitario professioni -. L'importante è che nessuno abusi del termine professionisti che per la Costituzione sono soltanto quelli che hanno svolto un percorso universitario e superato un esame di Stato. Se non ci saranno confusioni, ben venga il libero mercato: i veri professionisti non temono la concorrenza di nessuno».


Ma le associazioni e i loro sostenitori ribadiscono che non esiste pericolo di confusione nè di sovrapposizione tra i due mondi. «Si tratta di un segnale forte di modernizzazione e di liberalizzazione - ribadisce Sergio Silvestrini, segretario generale di Cna - . Le lobby, che miravano soltanto alla conservazione di interessi corporativi e sono state finalmente sconfitte». Quindi niente Ordini di serie B contrapposti a quelli di serie A (come qualcuno paventava) ma semplicemente sport diversi. Sarà vero? A giudicare dai toni dello scontro tra Associazioni e Ordini, il dubbio viene. La prova l'avremo solo quando il campionato inizierà davvero.

Isidoro Trovato