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PdL Popolo delle Lobby?

Pubblicata il 24/11/2012 11:16

In questo periodo sarebbe meglio evitare di parlare di politica, tuttavia è doveroso fare una veloce analisi di quello che è successo negli ultimi mesi. Non voglio parlare di partiti, di destra e sinistra o di elezioni, vorrei però esaminare e fare luce su quella componente politica che si è accanita contro noi farmacisti che abbiamo semplicemente deciso di esercitare la libera professione.


Non si può più nascondere lo stretto legame tra il Popolo delle Libertà e Federfarma e Fofi, basta leggere i nomi degli esponenti delle federazioni e il relativo partito di appartenenza, o i loro incarichi parlamentari per capire perchè un partito politico nutra tanto odio verso le parafarmacie.

Hanno proposto e sostenuto un disegno di legge che avrebbe fatto chiudere le parafarmacie mettendo i farmaci sugli scaffali del supermercato, la federazione degli ordini ha smentito se stessa decine di voltesostenendo che il legame farmaco-farmacista non doveva essere toccato, eppure il ddl Gasparri-Tomassini da loro sostenuto prevedeva il contrario.

Tutti gli altri disegni volti a cancellare l'esperienza delle parafarmacie sono targati PdL, che sostiene: "le liberalizzazioni favoriscono la grande distribuzione", una cantilena paragonabile alla quella dei"comunisti che mangiano i bambini".

E' inutile perdere tempo con i numeri per dimostrare che la maggioranza dei punti vendita aperti dal 2006 ad oggi è di proprietà di farmacisti regolarmente abilitati e senza alcun supermercato alle spalle. E' invece sotto gli occhi di tutti che moltissime farmacie hanno aperto corner nella grande distribuzione e parafarmacie per aumentare i loro guadagni.

Tutta la serie di interventi anti-parafarmacie ha avuto il suo culmine con la cancellazione (targata sempre pdl) della norma che prevedeva la liberalizzazione dei farmaci di fascia C nella prima manovra del Governo Monti; una campagna mediatica portata avanti con una serie incredibile di bugie, false informazioni alla gente, ipocrisia ai limiti della decenza: abbiamo sentito esponenti degli ordini dire che imedicinali dispensati da farmacisti fuori dalle farmacie sono PERICOLOSI, abbiamo visto pagine di giornale con pubblicità ai limiti della decenza, abbiamo letto sul sito di federanziani interventi che hanno superato il limite del terrorismo psicologico.

Il fondo lo ha toccato Maurizio Gasparri, presidente del gruppo parlamentare del Popolo della Libertà al Senato. Il 27 marzo, cito le sue parole:"...I demagoghi che vogliono farmaci in qualsiasi negozio o al supermercato e ovunque facilitano l'azione di speculatori e spacciatori di veleno. Meglio difendere i farmacisti che aiutare gli assassini". E' evidente la contraddizione con il ddl che porta il suo nome e che vuole i farmaci sugli scaffali del supermercato. Non contento ha continuato a scavare il fondo strumentalizzando la tragedia della morte di una ragazza che nulla aveva a che fare con la vendita dei farmaci.

Questa è la prepotenza di chi ha soldi e appoggi politici per sfruttare questi mezzi. Questa è disonesta strumentalizzazione, questa è l'arroganza degli ordini professionali che hanno imparato a fare politica, quella peggiore, quella che vediamo ogni giorno, quella che lavora per gli interessi di pochi e non per i diritti di tutti.

Seppellisce tutta questa spazzatura mediatica la confortante affermazione di una personalità super partes e di alto livello scientifico, il professor Silvio Garattini, cito le sue parole: "Non c'e' nessun problema a vendere i farmaci di fascia C al di fuori delle farmacie, a patto che ci sia un farmacista. Dal punto di vista dell'interesse dei pazienti e della salute non c'e' alcun problema."

Marco Esposito