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La Val Rosandra - Dolina Glinščice

La Val Rosandra (detta anticamente Val Lusandra), posta al limite sud-orientale della Provincia di Trieste e orientata in direzione Sud-Est Nord-Ovest, costituisce un taglio del gradino morfologico del grande altopiano carsico e divide il Carso Triestino dal Carso dell’Alta Istria.

E’ lunga soltanto 2,5 km ed è percorsa dal Torrente Rosandra, che nasce dalla confluenza del Torrente Bottazzo con il Rio Grisa (entrambi hanno le sorgenti in territorio sloveno). Si snoda fra il Monte Stena (442 m) e il Monte S.Michele (233 m) aval rosandra trieste nord e il Monte Carso (456 m) a sud, terminando allo sbocco in pianura del torrente, in prossimità del paesino di Bagnoli della Rosandra.

Il torrente Rosandra nel corso di millenni ha modellato le rocce di natura carbonatica, offrendo spettacolari morfologie, quali cascate, forre e particolari forme di erosione, note come "marmitte dei giganti".

Gli elementi peculiari del paesaggio, che anticipa quello della Dalmazia, sono le aspre forme dei rilievi che delimitano la valle, con notevoli fenomeni erosivi che si alternano a detriti di falda e pareti verticali.

La particolare posizione geografica motiva la concentrazione di contingenti vegetazionali di origine illiro-balcanica, alpina e mediterranea che offrono un panorama floristico di eccezionale interesse. La ricchezza floristica della Valle è dovuta inoltre all'elevata diversità ambientale, legata in primo luogo alla particolare geomorfologia. Fra questo patrimonio vanno segnalate le specie endemiche, cioè presenti esclusivamente in un territorio di ridotta estensione.

La particolarità più eclatante della valle è il repentino ed evidente passaggio dal clima continentale subalpino a quello mediterraneo. La parte superiore della valle, a monte della cascata della Rosandra, è in pieno clima continentale, mentre a valle, subito dopo la cascata, si fa mediterraneo per eccellenza. Essendo le varie parti diversamente esposte sia al sole che alla bora, alle stesse altitudini si riscontrano differenze termiche anche oltre i 10°C il che ovviamente influiscono in particolar modo sulla flora locale.

Qui si sono conservate molte piante sia alpine che mediterranee che nei territori circostanti sono andate perse con le glaciazioni, ad esempio la Daphne alpina, l'Amelanchier ovalis, la Genista holopetala ed altre.

Analogamente vi si trovano vari animali, soprattutto rettili ed anfibi la cui presenza all'esterno della valle è estremamente rara. Da notare ad esempio la Natrix natrix o biscia con il collare che abita prevalentemente in acqua, visto che si nutre quasi esclusivamente di pesci e piccole raganelle. È conosciuto perché in caso di pericolo si finge morto ed espelle un liquido maleodorante. Similmente si comporta anche la Bombina variegata o ululone dal ventre giallo. Quando si sente minacciata, questa lucertola espelle un liquido repellente e spaventa il nemico esponendo le vistose macchie gialle ventrali.

Il corso superiore della Rosandra e quello inferiore si distinguono anche geologicamente. Dapprima il fiume scorre su un terreno di flysh leggermente irregolare, con ricca vegetazione su ambedue le sponde, poi precipita con una pittoresca cascata e si infrange su un terreno assolutamente carsico, tra rocce e strettoie radamente cosparse di modeste pianticelle.

Queste particolari caratteristiche fanno della Val Rosandra un'eccezionale palestra di ricerca per lo studio di molti fenomeni geologici, come pure di alcuni aspetti della fauna e della flora in pericolo di estinzione o addirittura estinta.