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Il palazzo delle Poste

Non era possibile, in progetto così globale, non prevedere anche la presenza di un nuovo edificio per le comunicazioni postali concepito con criteri moderni, che costituisse un elemento fondamentale per le necessità pubbliche e i commerci. La vecchia sede, situata vicino al Canal Grande, non era ormai più consona ai nuovi bisogni dell’epoca. La presenza dell’i.r. Posta aveva infatti permesso a chiunque, sin dalla sua nascita, di inviare qualsiasi oggetto, a partire da una semplice missiva per arrivare ai collo più voluminosi, riducendone i costi di trasporto. Infatti prima della presenza di un tale ente solo i più abbienti, cioè coloro che potevano permettersi di inviare un corriere o di viaggiare palazzo delle poste triestetotalmente a proprie spese, avevano l’opportunità di inviare oggetti a lunghe distanze. Le poste avevano anche assunto una funzione differente dal semplice invio postale; all’interno delle stesse si erano infatti venuti a formare anche degli istituti con fini prettamente bancari  per i vaglia, gli chèques e i mandati di riscossione.

All’interno delle stesse erano state aperte delle vere e proprie Casse postali di risparmio. Tramite questi sportelli, rivolti soprattutto ai piccoli risparmiatori, era possibile acquistare, custodire e rivendere titoli di rendita e riscuoterne i relativi interessi. Esse erano considerate vere e proprie “banche popolari”.

Venne così eretto il palazzo delle Poste, sito nell’attuale piazza Vittorio Veneto, che fu terminato nell’estate del 1894, dopo quattro anni di lavoro. L’inaugurazione avvenne però solo alcuni mesi dopo, a causa della complessità degli allestimenti necessari all’esercizio dell’attività postale.

piazza della Dogana (oggi piazza Vittorio Veneto) Gli uffici necessari al funzionamento della Posta furono posti al secondo piano, al quale si accede tramite uno scalone sito in fondo al vestibolo superiore. Qui fu posta la Direzione delle poste e dei telegrafi, gli uffici della contabilità, il servizio giornali e gli uffici delle corrispondenze ufficiali.
Al terzo piano vi erano uffici interni del telegrafo e al quarto piano quelli del telefono.

Due porte, sul lato sinistro dell’edificio, portano all’ufficio di impostazione di singoli colli. Quando era necessario impostare un numero più elevato di pacchi e di bagagli veniva utilizzato un altro ufficio al quale si accedeva dalla corte posta in via dello Squero nuovo (oggi via Milano). Questa differenziazione avveniva al fine di agevolare e riparare dalle intemperie i carri durante la fase di scarico. Questo ufficio veniva utilizzato in particolar modo dai negozianti e dagli esportatori.
All’entrata di via della Pesa (oggi via Galatti) erano accolti i pacchi soggetti a dazio.