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I piani settecenteschi

Il tentativo di voler creare un’area ricca di canali e di alberi, così era stato concepito il Distretto Camerale, venne rapidamente abbandonato. Anche la prosecuzione dei lavori si trovò di fronte a un periodo di stasi,dovuta principalmente all’abbandono del personale impegno dell’imperatore.

Per molti anni tutto l’interesse fu deviato verso gli affari bellici, senza che Carlo VI potesse più occuparsi della realizzazione del progetto e della creazione di nuove opere.

La guerra ebbe fine troppo tardi perché Carlo VI potesse veder riprendere l’attività. Solamente nel 1738-39 si arrivò a due distinte paci, firmate una a Vienna con Francia, Spagna e Sardegna, dove l’Impero asburgico fu costretto a cedere il regno di Napoli e la Sicilia; l’altra a Belgrado con i turchi, grazie alla quale questi ultimi recuperarono i territori fino alla linea costituita dalla Sava e dal Danubio. Ostacolo di non minor importanza era rappresentato dalla nobiltà, che temeva di vedere mutate alcune delle sue prerogative a vantaggio di altre classi, prima di tutto quella dei mercanti. Si creò così una forte opposizione della classe nobile che cercava in ogni modo di impedire la realizzazione dei disegni imperiali. Neppure la figlia Maria Teresa, salita al trono nel 1740, poté occuparsi immediatamente di miglioramenti interni, distolta dallo scoppio della guerra di successione austriaca. Solo quando fu raggiunta la pace, nel 1748, l’imperatrice poté finalmente impegnarsi nella realizzazione dei progetti paterni.

Le necessità erano però cambiate e così si cercò di adattare ai nuovi bisogni il vecchio progetto con successive modifiche, spesso rimaste solo sulla carta. Nonostante ciò, le idee di base che avevano caratterizzato il disegno del Fusconi rimasero sempre radicate in tutti i successivi progetti, anche quando a questo furono apportate grandi modifiche. Ad esempio l’area prescelta non fu mai messa in discussione, al pari del sistema ortogonale. I cambiamenti, che riguardavano il modo di realizzare la nuova area cittadina, continuarono anche contemporaneamente all’edificazione dell’abitato. La parte che fu maggiormente interessata da un alternanza di progetti fu certamente la zona occidentale, che venne realizzata molto più tardi, abbisognando di maggior lavoro per la preparazione del terreno su cui edificare. Solamente nel 1749 l’Imperatrice, nel tentativo di dare un aspetto formale ai cambiamenti, emanò un primo testo, l’”Haupt Resolution”, in cui si stabiliva, oltre a una riorganizzazione amministrativa, l’unificazione della città con il Distretto Camerale, che da quel momento in poi venne denominato Borgo Teresiano.

Con le nuove forme amministrative e giurisdizionali si cercava di velocizzare i lavori, l’abbattimento delle vecchie mura cittadine e l’unificazione di due aree, quella nuova e quella vecchia, così diverse tra loro. Nello stesso anno fu emanata un’”Istruzione” che aveva lo scopo di agevolare il più possibile il commercio; si volevano realizzare vie di comunicazione sia per terra che per mare, il rinnovamento delle norme giuridiche, i dazi e le gabelle.

Furono formulate indicazioni riguardanti la costruzione di nuove opere pubbliche, senza le quali né la città né il commercio sarebbero stati in grado di espandersi.

Si pensò di realizzare una nuova fortificazione con l’erezione di un molo che sarebbe stato costruito su quello romano oramai posto sotto il livello del mare. Qui si sarebbero collocate delle cannoniere e delle batterie. Venne prevista la trasformazione del lazzaretto di San Carlo in dogana e la costruzione di un nuovo acquedotto, di un faro e di un nuovo lazzaretto situato nella zona di Sant’Andrea. Anche l’arsenale doveva essere riorganizzato con l’edificazione di nuovi magazzini.

Dapprima si pensò di eliminare i canali interni al vecchio Distretto Camerale, sebbene rimanesse l’esigenza di dover trovare un modo per evitare all’acqua proveniente dalla zona collinare di ristagnare, permettendo di raggiungere il mare. A Francesco Bonomo venne affidato il compito di realizzare queste opere, che ormai risultavano molto diverse, nonostante la vicinanza temporale, da quelle del vecchio progetto carolino.

Un successivo progetto propose la realizzazione, nella zona settentrionale delle saline, di altre quattro file di “piazze” di larghezza maggiore, realizzate in modo perpendicolare rispetto a quelle precedenti. Questa scelta era resa possibile dalla mancanza dei canali che avrebbero dovuto dare riparo a un gran numero di navi. Si susseguirono alcuni progetti che prevedevano dei moli posti di fronte al nuovo borgo o al porto, al fine di poterli difendere dalle intemperie.

Un altro progetto fu realizzato pochi anni dopo, quando Conrad de Gerhard occupò il ruolo detenuto precedentemente da Bonomo. In questo progetto, sul lato nord-occidentale del nuovo abitato veniva realizzato un nuovo grande canale collettore, capace di raccogliere le acque che giungevano dalle zone sovrastanti.

Solo alcuni anni dopo, intorno al 1768, si pensò di realizzare due canali. Uno, quello occidentale di forma lineare, mantenne solo larghezza decisa dal progetto Fusconi, anche se era decisamente più corto. L’altro, di larghezza maggiore, permetteva l’ingresso delle navi a una darsena che avrebbe simile toccò a un’altra darsena che era stata progettata a occidente della città al di là del canale collettore, sostituita da alcuni squeri. Un ulteriore progetto, nel 1770, ridimensionò lo spazio del canale occidentale con la sostituzione di una darsena e l’eliminazione definitiva degli squeri posti a occidente. ospitato un notevole numero di barche, alle quali sarebbe stata data la possibilità di effettuare più comodamente le operazioni di carico e scarico delle merci nell’interno delle città. Negli anni subito successivi la darsena interna, troppo larga e in realtà non perfettamente adatta alle necessità di attracco delle navi, fu sostituita da un canale simile al canale orientale ma in larghezza notevolmente maggiore, che prenderà il nome di Canal Grande. Contemporaneamente una sorte simile toccò a un’altra darsena che era stata progettata a occidente della città al di là del canale collettore, sostituita da alcuni squeri. Un ulteriore progetto, nel 1770, ridimensionò lo spazio del canale occidentale con la sostituzione di una darsena e l’eliminazione definitiva degli squeri posti a occidente. Nel 1774 si pensò addirittura di realizzare un grande parco nella zona occidentale della nuova città, considerato da P.Kandler “ultimo e più economico”.

Altri progetti continuarono a susseguirsi, ma oramai si è giunti a una precisa fisionomia del borgo e all’idea comune di realizzare un unico canale che per le navi fosse la sola entrata dal mare.