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   Lo scoutismo a Trieste

A Trieste lo Scautismo giunse nei primi mesi del 1909 per merito dei gruppi dei “Wandervogel” (Uccelli viandanti), cui seguirono nel 1915 gli “See Skaut Schule Triest” – Corpo degli Scauti Marini – che resero con le loro attività lo Scautismo triestino il più importante dopo quello di Vienna nell’ambito dell’Impero.

Da allora la presenza scout in città è sempre stata rilevante e lo Scautismo ha saputo dimostrare nei fatti di essere una forza giovanile viva ed importante nella vita cittadina. Lo Scautismo, infatti, opera sulla formazione dei giovani al fine di crearne dei buoni cittadini, abituandoli – attraverso la Buona Azione ed il Servizio – ad agire concretamente in favore del Prossimo.

scout a triesteDall’assistenza ai concittadini feriti che rientravano dal fronte, alle iniziative della scuola per militari analfabeti, all’aiuto alle popolazioni del Polesine alluvionato e della Sicilia e del Friuli terremotati, passando per le piccole buone azioni quotidiane – magari anche aiutando ad attraversare la strada a chi lo chiede nella totale indifferenza della gente – vi è una continua sensibilità verso “gli altri”, il che rappresenta uno dei cardini del Metodo Scout ed il modo migliore per realizzare in pratica l’invito di “cercare di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” e nel contempo di trovare la Felicità nell’aiuto verso il Prossimo, come sottolineava – anche nel suo ultimo messaggio – il Fondatore dello Scautismo.
Già agli inizi del 1909 vennero costituiti a Trieste i primi gruppi dei “Wandervogel” – “Uccelli viandanti”.

Nel 1918, al termine della guerra, gli ‘scauti marini’ cessarono le attività e apparvero il CNGEI - Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori Italiani, Associazione laica patrocinata dalle Autorità locali - e l’ASCI - Associazione Scoutistica Cattolica Italiana, Associazione confessionale che furono attivi sino al 1927, anno in cui furono sciolti d’autorità in seguito all’entrata in vigore della legge sull’Opera Nazionale Balilla.

Ha inizio il lungo periodo della Jungla Silente, in cui le attività proseguirono in forma clandestina sino al 1939.

Con la fine del II° conflitto mondiale, riprendono le attività sia il CNGEI che l’ASCI (associazioni maschili) come pure l’UNGEI (Unione Nazionale Giovani Esploratrici Italiane) e l’AGI - Associazione Guide Italiane  - (associazioni femminili); nel 1951 si costituisce lo Scautismo sloveno in Italia.

Le trasformazioni sociali degli anni 70 coinvolsero anche le realtà scout. Le associazioni di dimensione nazionale, ASCI e AGI si fusero nell’AGESCI - Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani -,  l’UNGEI nel CNGEI - Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani, dal 25 gennaio 2005 Giovani Esploratori Italiani del Friuli Venezia Giulia -.

Nel 1978  si costituì l’ FSE - Federazione Scout d’Europa, Associazione confessionale cattolica -  e nel 1982 l’AMIS- Amici delle Iniziative Scout, Associazione laica -.

Negli ultimi anni lo scautismo triestino si è arricchito di nuove realtà:
SCAUTPROM - Associazione per la Promozione dello Scautismo (1991)
MASCI - Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, Associazione di adulti scout cattolici (1996)
AISA - Associazione Italiana Scout Avventist, Associazione di confessione avventista, aperta anche ai non avventisti (2000)
ASSG - Associazione Scout San Giorgio, Associazione laica ( 2005)
GEI-FVG - Giovani Esploratori Italiani del Friuli Venezia Giulia – Associazione laica (2005).

L’ampia varietà di Associazioni scout triestine è la dimostrazione della grande vitalità dello Scautismo cittadino che conta attualmente oltre duemila associati, e che insieme desiderano ricordare questa importante ricorrenza.