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   Ospedale pediatrico Burlo Garofolo

Il Burlo Garofolo nasce il 18 novembre 1856, quando, in occasione della visita a Trieste dell'imperatrice d'Austria, viene inaugurato “l'Ospedale infantile” avente lo scopo di offrire gratuitamente un adeguato asilo ai fanciulli di famiglie povere.

Il primo Ospedaletto è dotato di 24 letti per bambini poveri di entrambi i sessi, di tutti i culti ed affetti da malattie curabili ed è inizialmente collocato sul colle di S. Vito, al pianterreno dell'ospizio dei padri Mechitaristi. Solo circa dieci anni dopo, l'ospedale viene trasferito in un edificio in via del Bosco.ospedale infantile burlo garofolo

Nel 1907 l'Ospedaletto, come fu chiamato per lungo tempo dai triestini, riceve una grossa donazione da parte della baronessa Maria de Burlo Garofolo e proprio a ciò deve l’attuale nome.

Successivamente, nel 1922 viene riconosciuto come Istituzione pubblica di beneficenza.

Nel 1928 Alessandro De Manussi elargisce, in memoria della moglie Aglaia, una cospicua somma, lascito che viene legato alla costruzione di un padiglione per il ricovero di bambini con malattie croniche, incurabili e bambini deficienti.

Nel 1964 la Clinica dei Lattanti di via Manzoni viene trasferita al Burlo e viene costruito il Centro Immaturi.

Nel 1967 vengono acquisisit le cattedre universitarie di Pediatria e di Puericultura e nel 1968 l’ospedale viene riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.).

Poco dopo, nel 1972, con l'arrivo della Divisione di Ostetricia e Ginecologia, la struttura si trasforma da Ospedale Pediatrico a Materno-Infantile.

Nel 1978 e 1979 vengono acquisite rispettivamente le cattedre di Igiene e di Genetica e di Ostetricia e Ginecologia.

Nel 1981 viene confermato il riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.

Attualmente il Burlo Garofolo è protagonista essenziale del Dipartimento per la salute della donna e del bambino nell'ambito dell'Area giuliano isontina ed è polo di riferimento pediatrico della regione Friuli-Venezia Giulia.