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Carlotta del Belgio

Nel 1856, la principessa incontrò a Bruxelles l'arciduca Ferdinando Massimiliano d'Asburgo (1832-1867), fratello cadetto dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Le nozze tra Carlotta e Massimiliano furono celebrate il 27 luglio dell'anno seguente, al Palazzo Reale di Bruxelles. Qualche mese prima Massimiliano era stato nominato, dal fratello, Governatore Generale del Regno del Lombardo-Veneto, Stato dipendente dall'Impero austriaco, istituito nel 1815 con il Trattato di Vienna.

Gli Arciduchi risedettero a Milano dal 1957  fino al 1859, quando Massimiliano venne congedato dal suo incarico. Egli aveva tentato di governare il Regno seguendo principi liberali, scontrandosi con l'autorità di Vienna.

Carlotta e Massimiliano si ritirarono per qualche tempo a vita privata, soggiornando soprattutto a Trieste dove fecero costruire il castello di Miramare, fino a quando, il 3 ottobre 1863, giunse alla loro residenza una delegazione di emigrati messicani per offrire ufficialmente all'Arciduca la corona del Messico. Dopo alcune esitazioni Massimiliano infine accettò l’incarico.

I nuovi sovrani fecero la loro entrata solenne a Città del Messico, il 12 giugno del 1864, trovando un Paese disorganizzato e sconvolto dall'insicurezza e dall'anarchia. Risultò presto evidente che era stata una minoranza della popolazione ad aver fatto appello a loro, sovrani stranieri, e non la maggioranza. La situazione politica degenerò velocemente. Il 9 luglio 1866 Carlotta lasciò il Messico per ritornare in Europa. Essa si recò a patrocinare la causa del marito prima a Parigi, poi a Roma, senza ottenere alcun risultato. Napoleone III, a causa dei mutamenti avvenuti nel quadro politico europeo, abbandonò ogni progetto riguardante il Messico.

Durante la sua permanenza a Roma, dove andò per chiedere l'aiuto di papa Pio IX, Carlotta diede i primi segni di un grave squilibrio mentale. Il 7 ottobre il fratello Filippo la raggiunse e la condusse a Miramare, dove rimase sotto la sorveglianza degli agenti della sicurezza austriaca fino a quando i suoi fratelli riuscirono, con difficoltà, a ricondurla in Belgio. Il 19 giugno 1867 Massimiliano venne fucilato dai repubblicani a Querétaro.

Dopo un breve momento di lucidità, nel periodo immediatamente successivo alla morte del marito, Carlotta sprofondò definitivamente nella follia. Trascorse il resto della sua vita nella tenuta di Bouchout, appositamente acquistata per lei dal fratello Leopoldo, il quale era legato alla sorella da un profondo affetto.