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Il settore terziario

Il terziario rappresenta oltre l’84% del valore aggiunto della provincia e circa l’85% degli occupati (dati 2004). La vocazione al settore dei servizi dell’area, è caratterizzata:

  • dagli storici insediamenti del settore assicurativo e finanziario.
  • dal commercio all’ingrosso, caratteristico retroterra portuale, e al dettaglio, favorito da dinamiche geo-politiche (per es: esodo Istria) e territoriali (per es: confini dell’ex-Jugoslavia).
  • da una presenza significativa di attività di ricerca avanzata e amministrazione pubblica.

VALORE AGGIUNTO A PREZZI BASE – SETTORE SERVIZI (milioni di euro)

  1999 2000 2001 2002 2003
Provincia di Trieste 4.175,1 4.608,7 5.018,1 5.227,1 5.399,8
% sul V.A. 83.85 % 84.51 % 83.63 % 84.85 % 84.55 %

Fonte dei dati: Elaborazione dati ISTAT - Conti Economici Provinciali - dicembre 2005.

Il macro- settore più rilevante in termini di valore aggiunto appare essere quello del settore dell’intermediazione finanziaria che, a livello di valore aggiunto per la provincia copre circa il 37% del settore dei servizi (dati 2003 - ISTAT) e comprende sia le attività caratteristiche, quali banche e assicurazioni, sia l’intermediazione finanziaria e immobiliare.

Significativa, anche se discretamente concentrata, è la presenza di importanti gruppi operanti nel settore assicurativo – finanziario che portano al territorio un buon assorbimento occupazionale di risorse qualificate e un buon grado di evoluzione di servizi e strumenti finanziari. Tale fattore rappresenta altresì una potenziale minaccia essendo alcuni dei maggiori players non strutturalmente legati al territorio se non per ragioni prevalentemente storiche.

L’intermediazione monetaria e finanziaria e le attività immobiliari e imprenditoriali aumentano nel triennio 2001-2003 di 6 punti percentuali per quanto riguarda l’occupazione (attestandosi attorno ai 20.000 occupati totali) e di ben 23 punti percentuali sotto il profilo del valore aggiunto, che supera i 2.000 milioni di euro nel 2003.

Il macro-settore che comprende commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni ha una significatività di circa il 33% sul valore aggiunto provinciale (dati 2003 – Fonte: ISTAT) e perde, nel triennio 2001-2003, circa 11 punti percentuali nell’occupazione, ma soltanto 1 punto percentuale nel valore aggiunto. A fine periodo gli occupati sono nell’ordine dei 30.000 addetti e il valore aggiunto supera i 1.800 milioni di euro.

Il commercio si presenta ormai come un settore maturo, per come è organizzato oggi, e sempre che non si riesca ad ampliarne il bacino di mercato. Inoltre le tendenze registrabili in Europa e le scelte di pianificazione regionale e comunali in materia, fanno prevedere la sua progressiva trasformazione in funzione della modificazione della tipologia di domanda (zone commerciali a contorno della città) che dovrà fare i conti con l’agguerrita concorrenza data dall’offerta proveniente dalla Slovenia, con una probabile perdita di addetti nel settore.

Il settore turistico, legato in parte al settore ricerca per quanto riguarda la convegnistica, fatica a colmare il potenziale inespresso dato dalla sua posizione strategica e dalle sue ricchezze sia in termini naturali che architettonici/storici. Attualmente infatti la provincia, pur registrando notevoli flussi di transito, è spesso meta principalmente giornaliera di visita e registra tassi di crescita inferiori alla media nazionale, anche in presenza di una serie mirata di iniziative di settore tese a promuovere e valorizzare l’immagine di Trieste. Il settore potrebbe quindi rivedere le proprie modalità di offerta in funzione anche di potenziali nuove forme di turismo in grado di differenziare e specializzare l’offerta.