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Il settore secondario

L’industria, sia grande che media-piccola, ha significativamente risentito del processo di dismissione delle grandi partecipazioni statali e presenta un tasso di occupazione (circa il 15% - fonte ISTAT) che è quasi la metà della media regionale e nazionale.

Delle grandi aziende di carattere industriale sono ormai sopravvissute solo lo stabilimento siderurgico della Ferriera di Servola, la Wärtsilä (ex Grandi Motori), e parzialmente la Fincantieri che però nell’area della provincia concentra solo l’alta direzione e la progettazione. Il declino è stato marcato negli ultimi anni con la scomparsa di significative realtà quali, ad esempio, Olcese, Veneziani, Meloni. Va pure evidenziato che altre realtà industriali operanti nella navalmeccanica e nella meccanica di precisione, come il Nuovo Arsenale Triestino e la Orion, presentano un consolidamento sui mercati nazionali ed esteri ed un incremento della manodopera specializzata.

Va però sottolineato che il settore secondario sconta anche una difficoltà di reperimento di manodopera specializzata rapportata all’evolversi tecnologico delle imprese.

VALORE AGGIUNTO A PREZZI BASE – SETTORE INDUSTRIA (milioni di euro)

  1999 2000 2001 2002 2003
Provincia di Trieste 766.8 806.7 949.9 899.2 941.2
% sul V.A. 15.40 % 14.79 % 15.83 % 14.60 % 14.74 %

Fonte dei dati: Elaborazione dati ISTAT - Conti Economici Provinciali - dicembre 2005.

I dati 2004 a livello di valore aggiunto (fonte: Annuario informatico della Camera di Commercio di Trieste) sostanzialmente confermano il trend con un valore aggiunto di circa 906,4 milioni in leggero decremento rispetto al 2003.

I dati preliminari dei primi trimestri del 2005 (Fonte: Associazione Industriali e Banca d’Italia) sembrano però indicare un’inversione di tendenza rispetto al ciclo congiunturale, con segnali di ripresa degli investimenti fissi e una crescita tendenziale delle vendite soprattutto nell’ambito export e anche l’occupazione segna un trend di lieve ma positiva crescita negli ultimi anni.

I settori che presentano un andamento meno positivo appaiono essere quello della meccanica e del legno, che segnano una diminuzione delle vendite rispetto al periodo precedente.

Interessanti potenzialità sembrano essere confermate da settori ad alta specializzazione e tecnologia, quale quello delle bio-nanotecnologie, sinergico anche all’ambiente di riferimento dei poli di ricerca scientifica.

In linea generale, il settore evidenzia inoltre un certo scollegamento ed isolamento degli attori a livello di produzioni integrate o di “distretto” con alcune eccezioni (ad esempio quello del caffè) che negli ultimi anni hanno portato avanti iniziative di sistema e di crescita. Ambiti di ulteriore sviluppo in questa direzione (creazione di aree/distretti di specializzazione) potrebbero essere quello della
cantieristica, legata al sistema portuale, o quello della nautica legata al turismo.