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   Santa Maria Maggiore (1627)

Dedicata alla Beata Concezione della Vergine Maria ma popolarmente conosciuta come “chiesa dei Gesuiti”, la seicentesca chiesa di Santa Maria Maggiore è uno degli edifici di culto più rilevanti di Trieste. I Padri gesuiti giunsero nella città nel 1619 in un momento religiosamente molto delicato per l’influenza in queste terre della Riforma protestante. Operarono soprattutto nella formazione culturale della gioventù con l’insegnamento scolastico nel loro Collegio aperto nel 1620. Rimasero a Trieste fino alla soppressione della Compagnia nel 1773.

La costruzione di Santa Maria Maggiore
La prima pietra venne posta dal vescovo Rinaldo Scarlicchio il 10 ottobre 1627, ma la costruzione si protrasse per decenni, tanto che l’11 ottobre 1682, giorno della consacrazione fatta dal vescovo G. F. Gorizutti, era ancora incompleta.

I pochi documenti che si conoscono in merito alla costruzione della chiesa non permettono di stabilire con certezza l’autore del progetto. Generalmente la chiesa viene attribuita a Jacobus Brianus (Giacomo Briani o Briano, 1589-1649), gesuita modenese, che nella tavoletta di piombo commemorativa della fondazione, un tempo esistente nella chiesa, è citato quale prafaectus fabricae. La facciata settecentesca, costruita dopo il 1690, viene invece attribuita al celebre padre gesuita Andrea Pozzo (1642-1709).

Dai Gesuiti, ai Francescani, alla Diocesi
Quando, nel 1773, i Gesuiti lasciarono Trieste, la cura della chiesa e il ministero pastorale furono assunti dal clero secolare. Quando, nel 1774 la parrocchia di S. Giusto Martire fu canonicamente estinta, al suo posto furono erette la parrocchia di S. Maria Maggiore e la parrocchia di Sant’Antonio Taumaturgo. La prima per la cura d’anime della parte antica della città e la seconda per la parte nuova.

Nel 1922 il vescovo Angelo Bartolomasi, mosso dalla scarsità di sacerdoti diocesani, invitò in diocesi i Francescani della Provincia Veneta di S. Antonio ed affidò loro la chiesa e la parrocchia di Santa Maria Maggiore.

I Francescani mantennero la cura d’anime per ottant’anni.

Dal 17 settembre 2001 la chiesa e la parrocchia sono nuovamente rette dal clero diocesano.

Dal 2004   parroco di Santa Maria Maggiore è il sacerdote don Giovanni Angeli.