La Cattedrale di San Giusto, posta sull’omonimo colle, conserva ancora oggi molti elementi
del periodo romano, quando al suo posto sorgeva un edificio pagano. Nella muratura del campanile si possono infatti vedere – attraverso una vetrata – i resti di colonne e il basamento della parte sinistra di un propileo databile alla metà del primo secolo d.C.
Sugli stessi resti dell’edificio pagano, nel quinto secolo venne eretta una primitiva basilica cristiana, della quale rimangono frammenti del mosaico visibili nell’attuale pavimento della Cattedrale, ampliata ed arricchita nel VI secolo e successivamente sostituita nella metà dell'XI secolo da una chiesa dedicata a S. Maria Assunta, adiacente alla quale venne contemporaneamente edificato anche un piccolo edificio quadrilatero con cupola, destinato al culto dei martiri e in particolare alle reliquie del triestino San Giusto.
Fu nel XIV secolo che, attraverso la demolizione delle due navate adiacenti (quella destra della chiesa di S. Maria Assunta e quella sinistra di S. Giusto), queste ultime due strutture vennero unificate, creando un'unica chiesa a cinque
navate.
Fu allora costruita anche una nuova facciata, in piccoli mattoncini di pietra arenaria di Muggia ed un grande rosone centrale in pietra bianca radiato da 24 più 12 colonnine unite tra loro da archetti gotici.
Sulla sinistra si erge la torre campanaria, costruita tra il 1337 ed il 1343 attorno ad un precedente campanile romanico, sulla quale è posizionata una statua di S. Giusto nelle cui mani ci sono la palma del martirio ed il modello della città di Trieste.
Sulla cima del campanile era posizionato, sino al 1421, il “Melone” di Trieste, uno dei simboli della città insieme all’alabarda, oggi situato all’ingresso del Civico Museo del Castello.
A sinistra del campanile, l'edificio con portichetto è la cappella di S. Giovanni Battista, il vecchio battistero, che conserva il fonte battesimale esagonale a immersione dell’undicesimo secolo.
A destra della cattedrale completa invece l'atmosfera la piccola chiesa di S. Michele, risalente al tredicesimo secolo del XIII secolo, ora non officiata, nella quale cripta merita scendere.
A destra della chiesetta vi è infine l’entrata all’Orto Lapidario.
Passando all’interno della Cattedrale, si evidenziano i seguenti elementi:
