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La Kleine Berlin

È un vasto complesso della lunghezza di oltre un chilometro di gallerie sotterranee che si dipartono da via Fabio Severo all’incirca all’altezza della sede RAI di Trieste. Grazie alle prime esplorazioni della SAS (Sociètà Adriatica diSpeleologia) degli anni ’80 che ne produsse finalmente l’intero rilievo topografico e all’attuale attenta gestione del CAT (Club Alpinistico Triestino), le gallerie sono aperte alle visite guidate e possono offrire al visitatore una  vera e propria “full-immersion” nel mondo dei rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale esistenti a Trieste.

In realtà la Kleine Berlin (Piccola Berlino, un nomignolo assegnatole dal popolino per il fatto di essere state gestite e ampliate dalle truppe tedesche durante l’occupazione della città) non è solo un sistema di gallerie antiaeree di uso civile, costruite per mettere in salvo dai bombardamenti aerei la popolazione della zona e dai dipendenti delle Poste e delle Ferrovie,  ma anche un bunker, cioè un rifugio militare tedesco, dotato di usciteautonome e collegato col vicino Tribunale. Nelle ultime concitate ore della guerra del 1945, furono attraverso queste gallerie che i soldati tedeschi riuscirono a mettersi in salvo dall’assedio. Durante le prime esplorazioni degli speleologi urbani la galleria antiaerea principale presentava al suo interno un ricco deposito di stalattiti “a spaghetto” semitrasparenti e dalla straordinaria lunghezza di oltre 2 metri, fragilissime e destinate a rompersi col semplice spostamento d’aria del passaggio delle persone.

Nel 2004 l’amministrazione provinciale ha voluto porre una targa commemorativa su uno degli ingressi per ricordare la primitiva funzione di questi vani sotterranei che similmente ad altre gallerie antiaeree furono teatro di una parte significativa delle tragiche esperienze di guerra subite dalla popolazione triestina.