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   Santa Croce

L’abitato di Santa Croce si trova a 209 m slm e si affaccia sul golfo dall’alto del costone carsico che domina Trieste.

Raggiunto da sentieri che si arrampicano tra pastini e vitigni, Santa Croce è da sempre un paese di pescatori e dà il nome all’omonimo porticciolo sottostante.

Il villaggio prende il nome dalla chiesa del XIII sec. e dal crocevia di strade che attraversano la zona. Si presuppone che per tale motivo durante il Medio Evo fosse un luogo irrequieto, con banditi e ladri ad infestare la zona e forche innalzate lungo la “tracturio Stellei”, probabilmente un cammino che dalla via pubblica scendeva fino al mare.

La Chiesa di Santa Croce è la prima chiesa carsica ad essere menzionata in un documento che risale al 1260. La sua dedicazione all’Invenzione della Croce è alquanto anomala in questa zona e deriva dalla diffusione del culto a partire dall’XI sec. quando, soprattutto con le Crociate, iniziarono a circolare in Europa numerose reliquie attribuite alla croce su cui morì Gesù.
L’edificio odierno risale al 1584 e presenta numerosi restauri, di cui il più recente risalente al 1955.

Di particolare interesse è la cosiddetta Scuola Parrocchiale che si trova dietro all’abside della Chiesa di Santa Croce. È una costruzione in pietra bianca, di tipo veneto-istriano, con l’ingresso simile a quello laterale della chiesa stessa e presenta numerose sculture di tipo veneto.

Nel paese troviamo anche la piccola Chiesa di S. Rocco, costruita nel 1646 dopo un’epidemia di peste. L’edificio a una navata, restaurato di recente,  presenta il campanile a vela con bifora e il tetto ricoperto dalle caratteristiche lastre di pietra che anticamente sostituivano i “coppi”.
A lato della facciata un’interessante statua del 1895 raffigura un mendicante nell’atto di chiedere la carità.