Working people
  Eventi-news
Totem multimediali
Per la scuola
Mappe

   Santuario della Beata Vergine Assunta di Monrupino

L'antichissimo santuario mariano, punto di riferimento per gli sloveni in Italia,  deriva il suo nome da toponimo  Repentabor, cioè “tabor di Repen”, vale a dire la fortificazione creata dai paesani a difesa dalle scorribande dei  turchi del piccolo paese di Repen, oggi famoso per la lavorazione dei suoi marmi calcarei.

Il primo insediamento si ebbe secondo alcuni storici già alla fine del VI secolo, e benché l'attuale santuario fortificato sia frutto di molteplici rifacimenti vi si riconosce con evidenza l'antico impianto cinquecentesco con la tipica copertura in lastre di pietra calcarea. La chiesa venne ampiamente ristrutturata nel corso del XVIII secolo e si presenta a navata unica con la facciata a capanna, quasi nascosta dal tipico campanile a tamburo ottagonale di origine aquilejese costruito nel 1802. Al suo interno vi è conservata la pala di altare dipinta su rame nel 1794 dalla pittrice Maria Candido. Con decreto del 21 gennaio 2012, è stato conferito alla Chiesa parrocchiale della Beata Maria Vergine Assunta il titolo di Chiesa arcipretale.

L'origine del luogo di culto si perde nella notte dei tempi e si deve a una manifestazione del soprannaturale di cui esistono tre versioni:

  • La donna biancovestita. Si narra di un pastore che pascolando il suo gregge sulla cima del colle, ebbe in visione una donna biancovestita che gli indicò il punto dove erigere un piccolo edificio sacro, cosa che lui fece prontamente, ma che successivamente, colto da dubbi, pensò non valesse la pena di conservare. Con sua grande sorpresa, il giorno dopo, quel pastore vide che la costruzione che lui aveva demolito era ricomparsa miracolosamente al suo posto, per cui iniziò a venerare in quel luogo la Madre di Dio.
  • Il colle opposto. Una seconda versione narra invece che gli abitanti del paese di Repen incominciarono a costruire una chiesa sulla sommità della collina adiacente dove esistevano dei resti di un castelliere protostorico, ma per quanto si sforzassero di terminare in fretta la costruzione, con loro grande sorpresa tutte le murature che essi costruivano si disfacevano per opera di una forza che vi si opponeva. Si spostarono allora nel sito attuale, dove il fenomeno non si manifestò più.
  • Il segno sulla roccia. I paesani di Repen trovarono in cima all'attuale collina un grosso masso calcareo su cui era chiaramente visibile un delicato incavo a forma di piede femminile: era quella  l'impronta della Vergine Maria venuta a confortare gli abitanti di quel luogo desolato e lì, dunque, si convenne di costruire una chiesa dedicata a Maria.
  • L'edificio sacro ha un orientamento a Est + 10° S, il che potrebbe coincidere con feste mariane legate al  sorgere del sole durante gli equinozi (Annunciazione in Primavera, e Natività di Maria in Autunno). Nel documento di riconsacrazione del 1512 del vescovo Bonomo vennero assegnate particolari indulgenze ai pellegrini che avessero visitato la chiesa nelle festività della Natività, Epifania, Resurrezione, Ascensione, Pentecoste, Corpus Domini , Santi Pietro e Paolo, Santi Apostoli e  Santi Evangelisti, San Giovanni Battista, Ognissanti, nonché “in ogni domenica di novilunio”.