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  Santuario Santa Maria in Siaris

Il Santuario di Santa Maria in Siaris venne edificato nel basso Medioevo nel mezzo della Val Rosandra su un costone roccioso a picco sulla sottostante “via del sale”.

E' un piccolissimo edificio isolato meta di pellegrinaggi in tempi antichi. Se oggi da parte slovena è conosciuto come “Chiesa sulla Roccia” (“Cerkev na Pecah”) forse proprio in attinenza alla solidità di quella  “casa sulla roccia” di cui parla il passo evangelico in Matteo 7,25,   l'antico toponimo “Siaris” usato da parte italiana, lascia ancora dei dubbi interpretativi, collegandosi molto probabilmente  alla tradizione  per cui nel posto esisteva in epoca romana un posto di blocco (“serra”) oppure  a un termine ladino medievale per cui i  cosiddetti “masiaris” connotavano piuttosto i ghiaioni di pietre sdrucciolevoli di cui è attorniato l'antico luogo sacro.

Non sappiamo molto sull'atto di fondazione dell'antica chiesetta, certo è che viene a trovarsi sul confine sudorientale del territorio medievale triestino proprio in prossimità di sorgenti d'acqua sfruttate già in epoca omana per l'approvvigionamento idrico di Trieste. La chiesetta viene citata negli Statuti del XII secolo della Confraternita dei Battuti che usava raggiungere per penitenza la chiesetta  partendo appunto dal centro città attraverso un itinerario purificatore che li portava a percorrere circa 12 km a piedi scalzi per espiare i peccati di bestemmia “e se tre volte fosse trovà in quel frangente” - recita senza mezzi termini il testo -  “sia cazzà fuora”, cioè espulso, dalla Fraternita.

Nel 1647  la chiesetta venne ampliata e abbellita con altari marmorei di cui oggi non vi è più traccia, se non qualche sparuto frammento rinvenuto nei dintorni. Data la sua posizione isolata la chiesa è stata in passato oggetto di ripetuti atti vandalici che la hanno portata quasi ad un punto di non ritorno. L'ultimo deprecabile episodio, avvenuto alla fine degli anni Settanta procurò l'incendio del porticato esterno e la distruzione pressoché totale degli interni e degli arredi sacri. Per ovviare a tale pericolo nel 1982 la chiesetta venne recuperata da un generoso  Volontariato giovanile organizzato da un apposito comitato promotore che riuscì a chiudere con porte ignifughe l'edificio e a salvarlo da ulteriori sfregi. L'opera generosa di sensibilizzazione proseguì negli anni seguenti  con le “Fiaccolate per la Pace” aperte a tutta la cittadinanza proposte nei mesi di maggio di ogni anno. Nel 1987 in segno di unità  tra i popoli confinanti vi concelebrarono la messa i due vescovi mons. Lorenzo Bellomi di Trieste e mons. Metod Pirih della diocesi di Capodistria-Koper.

Attualmente la chiesa è stata dotata del portico esterno con i fondi INTERREG ma è purtroppo accessibile al culto solo in rare occasioni (informazioni in parrocchia di Bagnoli della Rosandra). Vi si celebrano saltuariamente ricorrenze legate alla Giornata della Pace e al ricordo dei Caduti in Montagna e la Messa di Capodanno, ma al di là della ristretta frequenza delle aperture ufficiali il piccolo santuario medievale occupa  un posto speciale  nel cuore di molti triestini, come una rara oasi di pace e di benessere spirituale nello stupendo habitat della Val Rosandra.

Ufficio parrocchiale: Bagnoli della Rosandra/Boljunec, 35 – 34018 San Dorligo della Valle/Dolina (TS) – tel. 040 228126 – 040 228129