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   La chiesa di San Giovanni in Tuba

La Chiesa di San Giovanni Battista presso il Timavo, detta San Giovanni in Tuba, rappresenta per il Carso un raro esempio di architettura gotica. Ora collocata alle porte dell’omonimo paese, la chiesa nasce sulle rovine di una basilica paleocristiana del V sec, quasi una continuazione dell’antico culto del Dio Mitra, forse costruita per i viaggiatori e i mercanti che frequentavano il porto del Timavo.

Da un’iscrizione appartenente a un sarcofago riutilizzato per un altare di epoca  romanica e decifrata interamente nel XVIII sec, (di cui ci rimane soltanto un lato sui tre presenti fino allo scorso secolo soprachiesa san giovanni al coro), sappiamo che l’abate Giovanni il 18 ottobre 1113, dopo un sogno, trovò le reliquie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista, Santo Stefano, San Biagio, San Giorgio e San Lorenzo.

Per custodirle degnamente, il Patriarca Volderico fece  costruire - sull’asse della precedente piccola basilica paleocristiana - una seconda chiesa dove le reliquie, poste all’interno del sarcofago che fungeva da altare, potevano essere viste dai pellegrini attraverso un foro posto sulla lastra che costituiva la mensa, da cui, secondo l’usanza di allora, venivano calate delle bende per toccarle.

Per desiderio dei Walsee, signori del luogo, nel 1399 venne aggiunta un’abside gotica con quattro lesene agli angoli.
Dopo numerosi lavori e restauri la chiesa e il campanile attiguo vengono completati appena nel 1642.

Danneggiata nel corso della prima guerra mondiale dai cannoneggiamenti degli italiani, la chiesa viene ristrutturata dopo la seconda guerra mondiale e durante i lavori riemerge parte del pavimento dell’antica basilichetta paleocristiana a tessitura ottagonale contenente i “nodi di Salomone” e fiori stilizzati, simili a quelli di Grado e Aquileia.
Secondo gli storici, sulla riva sinistra del Timavo, sorgeva il cosiddetto “Palazzo di Attila”, costruzione che corrispondeva in realtà ad un monastero benedettino nei pressi del quale sorgeva un antico cimitero.

La leggenda vuole che i fedeli desiderassero trovare sepoltura al suo interno, perché grazie all’influenza delle reliquie, sarebbero stati i primi a risorgere nel Giorno del Giudizio quando gli angeli avrebbero suonato le loro trombe (lat. tube).

Da allora il luogo viene denominato San Giovanni in Tuba.