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   Le cave di marmo di Aurisina

Le cave di Aurisina sono ubicate principalmente nella parte nord ovest dell’abitato, in direzione di Sistiana ed hanno ormai una storia vecchia di 2 millenni.

I primi a sfruttare le cave di Aurisina sono stati i Romani; la pietra ivi estratta veniva utilizzata per costruire monumenti, templi, teatri ed altri edifici, sia a Trieste che ad Aquileia.
Dopo la caduta dell’Impero Romano l’attività estrattiva subì un notevole calo e tornò a rifiorire solamente nel XVIII secolo, quando Trieste diventò porto libero e divenne il principale porto austriaco nell’Adriatico.

Il periodo culmine delle cave di Aurisina coincide però con la costruzione della Ferrovia meridionale; per l’intera tratta carsica (es. il viadotto di Aurisina) vennero infatti utilizzate principalmente pietre estratte dalle cave di Aurisina.
Grazie alla ferrovia, si aprirono inoltre nuovi mercati ed i blocchi di marmo di Aurisina iniziarono a partire per Vienna, Praga e Budapest.
Parallelo allo sviluppo delle cave è anche lo sviluppo del paese che, in trent’anni (dal 1870 al 1900), raddoppia i suoi abitanti, passando da circa 800 a circa 1700 abitanti, la maggior parte dei quali occupati appunto nelle cave che, all’epoca, davano lavoro a 3000 persone.

Attualmente nel comune di Duino Aurisina sono attive otto imprese marmifere e tale attività viene ancora considerata un’essenziale componente economica del territorio.

Nelle cave di Aurisina vengono estratti vari tipi di pietra, distinti in base al colore predominante, alle dimensioni ed alla densità dei fossili in essa presenti.