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Il Timavo

Il fiume Timavo nasce ai piedi del Monte Nevoso in Croazia, a una ventina di chilometri dalla città di Fiume.

Per circa 50 chilometri il fiume, denominato Timavo Superiore o Reka, scorre su una configurazione di rocce impermeabili di marne ed arenarie denominata Flysch, per poi inabissarsi nelle voragini calcaree presso Gornje Vreme (Auremo di Sopra), in Slovenia.
fiume timavoDopo circa sei chilometri gli speleologi hanno individuato il suo corso sotterraneo nelle Grotte di San Canziano (Škocjanske Jame), dove il fiume si inabissa totalmente in una galleria lunga 2 chilometri e mezzo, larga circa una ventina di metri per un’altezza che può raggiungere anche i 140 metri.

Tracce del suo corso sotterraneo vengono trovate dagli speleologi nel 1972, nell’Abisso dei Serpenti profondo ben 435 metri.
Il tratto sotterraneo più studiato è tuttavia quello in cui il Timavo raggiunge la Grotta di Trebiciano, profonda 341 metri e scoperta nel 1841, esplorata per la prima volta dallo speleologo Anton Friedrich Lindner  e giàvisitabile per mezzo di scale di legno nel 1912.
Il suo corso sotterraneo prosegue fino alla foce presso San Giovanni in Tuba, dove, dietro alla chiesa possiamo ammirarne le limpide risorgive.
Il cammino del fiume è interessato da innumerevoli siti fin dalla preistoria anche se il periodo più ricco è testimoniato dalla presenza dei romani.

Durante i lavori di dragaggio del Canale Locavaz  sono emersi numerosi reperti sedimentati negli strati di melma e, nel Terzo ramo del Timavo (quello più orientale) nello strato superficiale sono venute alla luce ceramiche di epoca medievale, mentre in quello sottostante terracotte risalenti alla prima età del ferro e all’epoca romana.

È importante dire che quello che si presenta oggi come un modesto corso fu un tempo ricco di attracchi, il cui splendore culminava con il vasto porto posto alla foce e risalente probabilmente già al II sec. a. C.

La zona che intercorre tra Villaggio del Pescatore e le risorgive è costellata da testimonianze taciturne, resti di edifici residenziali, opifici, magazzini, di cui si possono ancora ammirare le pavimentazioni e i perimetri giunti alla luce durante gli scavi archeologici.

fiume timavoL’importanza del Timavo è tuttavia testimoniata da un’iscrizione che possiamo trovare sulla copia di un’antica  lapide nelle vicinanze della prima risorgiva: TEMAVO VOTO SUSCEPTO (“per aver fatto voto al Dio Timavo”).
Sappiamo anche che il console Tuditano, durante la spedizione contro i Giapidi nel 129 a.C., si fermò presso le risorgive dove eresse una statua dedicata al Dio Timavo.

Altre testimonianze si trovano al Castello di Duino, ad Aquileia, Montereale Cellina, il che comprova l’importanza della divinità ricollegata alle acque sorgive per le popolazioni dell’epoca.
Ma il culto del dio Timavo non è l’unico ad essere testimoniato in zona.

Di recente su una sorta di catino in ceramica con due beccucci contrapposti è stata rinvenuta la scritta NUMEN SATURNI (“al dio Saturno”), culto collegato alle semine e alle acque; una lapide rievoca invece Ercole Augusto, divinità arcaica che si lega a Diomede-Giasone che una leggenda vuole giunto in questa zona e che guidò gli Argonauti nell’impresa del Vello d’Oro.
Una lapide spezzata ora visibile all’interno del castello di Duino testimonia la presenza di un tempio o sacello databile I secolo (che alcuni ipotizzano si trovi sotto quella che è l’attuale chiesa di San Giovanni in Tuba), dedicato alla Speranza Augusta (SPES AUGUSTA), divinità romana la cui festività ricorreva il 1° agosto. Altre tre lapidi riguardanti questo culto sono visibili all’esterno dell’abside dell’odierna chiesa.

fiume timavoL’area, oltre alle peculiarità storiche e leggendarie, è ideale per effettuare passeggiate immersi nella tranquillità di una natura lussureggiante.
Il profumo del ginepro, i colori del ciliegio selvatico, il fascino del lauro ceraso  o del pioppo cipressino accompagnano il visitatore nel fascino del tempo immobile.
Nelle acque verdastre ornate dalle alghe si possono osservare i guizzi dei cefali, o la sagoma di qualche sogliola adagiata sul fondo, mentre, alzando lo sguardo si intravedono le gazze ladre nascoste tra i rami, i merli, le ghiandaie o i vivaci scoiattoli.
Nel corso sotterraneo del fiume vive una moltitudine di animali,  come i crostacei Nifargidi, nonché il proteo (Proteus anguinus), piccolo vertebrato cavernicolo che, cieco e privo di pigmenti a causa della mancanza di luce, abita gli antri bui delle nostre cavità.