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   Il piccione

Uno dei più comuni abitanti delle nostre città è proprio il Piccione. Discendente del Piccione selvatico, ha saputo adattarsi benissimo agli ambienti urbanizzati, trovando più confortevole questo ambiente rispetto a quello silvano. Lecontinue ibridazioni hanno ormai reso la specie originaria, rara. Il Piccione infatti non presenta ormai più caratteristiche omogenee ma individuali nei singoli soggetti. Risulta sempre più difficile trovare elementi caratterizzanti che possano individuarne una nuova specie.

piccioneIl Piccione possiede una dimensione di rilievo, raggiungendo i 32 centimetri di lunghezza e i 22 di apertura alare. Zampe rosse, becco scuro-grigiastro con una protuberanza bianca, riflessi verdi e rosso carminio sul collo e sul petto. Occhio rosso o rosso arancione. I sessi non sono facilmente individuabili, mentre i giovani sono privi di riflessi. Il mantello varia presentando colorazione grigio nere ed altre addirittura rosso-mattone.

Habitat: stanziale e nidificante. Vive in città in condizione di semidomesticità. E’ stato certamente in grado di adattarsi benissimo alla vita cittadina usando gli spazi urbani con estrema  semplicità. La sua capacità di reagire all’ambiente circostante gli ha permesso di espandersi dal Volga a tuttal’Europa al Nord Africa. I ceppi originari più famosi sono proprio individuati sul Carso triestino ove prediligono le foibe e le Doline del Carso.
 
piccione fanuna cittadina triesteRiproduzione: mentre nel passato nidificava esclusivamente nei fori delle rocce e negli edifici monumentali, che potevano facilmente ricordare alti strapiombi rocciosi, oggi il Piccione si accontenta di spazi estremamente semplici; questi possono essere costituiti da un vaso o un davanzale sul quale vengono posti due semplici stecchi. Nella costruzione del nido utilizza stecchi, erbe o alghe marine. Depone due-tre uova biancolucide che cova, da febbraio a settembre per circa 19 giorni.

Alimentazione: essenzialmente granivoro si è trasformato in onnivoro, adattandosi al mondo urbano dal quale ha saputo accettare qualsiasi tipo di nutrimento derivante dai rifiuti prodotti dall’uomo.  In natura si nutre di semi, grano, chiocciole, vermi, vegetali e radici.