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   Il cardo

Nel Carso sono presenti varie specie di Cardo, molto comune è il Cardo dei lanaioli, il quale deve il suo nome all’uso che ne veniva fatto in passato. Infatti i suoi capolini, particolarmente resistenti, venivano usati per cardare grazie alla loro forma; questa pratica consisteva nello spazzolare e pettinare la lana.

Il Cardo è una pianta erbacea, fornita di aculei in quasi tutta la sua superficie, che può raggiungere anche i due metri di altezza. E’ una pianta presente in molte parti d’Italia dalla zona subalpina a quella mediterranea, comune nella macchia e nei luoghi incolti.

Droga:
l’interesse si rivolge soprattutto alla radice ed alle foglie. Le foglie vengono raccolte all’inizio della  primavera prima che la pianta produca i fiori, mentre le radici si raccolgono in autunno dalle piante al primo anno di vegetazione. Queste ultime, dopo essere state lavate e private delle radichette laterali, vengono tagliate ogni 4/5 centimetri e se particolarmente grosse, anche in senso longitudinale. La conservazione è possibile a seguito di essiccazione senza esposizione diretta al sole, avendo cura di verificare che non si formino muffe e rimestandole spesso. Le radici una volta pronte posso essere conservate in contenitori di vetro mentre le foglie in sacchetti di carta.

Proprietà:
digestive, diuretiche, depurative.
Sia la radice che le foglie hanno le medesime proprietà e possono essere usate in alternativa. Dal gusto amaro stimolano la sudorazione e la diuresi agevolando la depurazione.

Decotto, come aperitivo  diuretico: 100 ml di acqua con 2 grammi di radici o foglie. Una tazzina a digiuno alla mattina.