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Il Riparo e la Breccia di Visogliano

Il Riparo di Visogliano

è stato scoperto casualmente nel 1970 durante una serie di scavi riguardanti i castellieri limitrofi. I primi studi del sito portarono alla luce soltanto frammenti ossei di microfauna di tipo antico e le ricerche vennero sospese fino al 1974, quando vennero trovate schegge di selce modellate dall’uomo.
Il Riparo è sotto una parete di roccia posta a nord, alta sei metri e lunga dieci, in una dolina non molto profonda con due lati terrazzati.
Il Riparo di Visogliano è una delle più importanti stazioni italiane del Paleolitico inferiore, al cui interno, nei livelli di scavo più profondi, sono stati rinvenuti raschiatoi e strumenti denticolati, la maggior parte in selce provenienti probabilmente da ciottoli raccolti durante le alluvioni.

La Breccia di Visogliano

Nel 1983 una frana del terreno sul lato sinistro della dolina ha portato alla luce una breccia in cui sono state rinvenute alcune schegge di selce e un premolare superiore umano (che in seguito si è scoperto appartenere all’Homo erectus), destando interesse dal punto di vista antropologico e archeologico.
I pietrischi presenti, i frammenti di formazioni calcitiche e terra rossa cementati dalla calcite indicano che la formazione appartiene al cono detritico di una grotta formatosi in un periodo umido e temperato testimoniato anche dalla presenza di resti di specie vegetali proprie di un clima umido e di specie animali appartenenti ad un ambiente di foresta temperata.
La Breccia di Visogliano, ancora studiata e interessata da scavi, ha restituito finora circa 45 strumenti su scheggia appartenenti all’industria clactoniana, concordante con quella del Riparo.

Interessanti camminate si sviluppano nella zona interessata dal sentiero CAI n.29 che raggiunge l’abitato di San Pelagio.