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Grotta Caterina

Lungo la strada che da Aurisina conduce a San Pelagio, dopo una decina di metri dal cartello di un laboratorio artigianale con la scritta “Bor”, sulla destra un piccolo tracciato sterrato porta in direzione Cave Cortese e quindi alla Grotta Caterina.

L’ampia cavità sembra dover fagocitare da un momento all’altro la vegetazione.

Studiata in passato per la presenza dell’uomo nel Mesolitico testimoniata da piccolissimi frammenti di selce tra i quali prevalgono punte e lame gravettiane, è oggi luogo di ritrovo di ragazzi che approfittano del suo essere incustodita per accendere fuochi nella radura antistante durante le feste estive.