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Abisso di Trebiciano

Dopo 11 mesi di discese e supporti creati per raggiungere il fondo dell’abisso, Federico Lindner, nel 1841, raggiunse le acque sotterranee del Timavo sul fondo dell’Abisso di Trebiciano.

Iniziò allora l’esplorazione di questa che viene considerata la finestra più orientale del Timavo sul nostro territorio e che oggi si presenta come una grotta di misteiroso fascino pur non rispecchiando i canoni estetici comuni di bellezza.

La Grotta si trova a 329 metri ed è la più profonda del Carso triestino, raggiungibile tramite una serie di scalette metalliche fisse che permettono di scendere e salire i molteplici pozzi che si sviluppano in essa.

Ad una cinquantina di metri di profondità si giunge alla Caverna dei Protei così chiamata perché un tempo vi si studiava questa specie particolare e dove oggi sono ancora visibile due vasche del vecchio laboratorio biospeleologico.

La seconda caverna che troviamo viene chiamata Caverna del Ponte del Brivido, nome che le deriva dalla passerella metallica sospesa ad alcuni metri di altezza che un tempo era alquanto instabile e pericolosa.

Lasciata questa grotta si passa all’enorme Grotta Lindner, a 273 metri, dove ad attendere il visitatore c’è un inaspettato cumulo di sabbia finissima, superato il quale, si scende fino al letto sotterraneo del Timavo visibile a 329 metri.

La Grotta Lindner è un’immensa cavità dall’altezza di 30-60 metri che ospita nella zona nord-ovest un lago formato dalle acque del Timavo. Il lago è percorribile mediante un canotto con il quale, oltrepassato un basso portale, si accede ad una zona in cui lo specchio d’acqua ha un diametro che varia dai 15 ai 30 metri e il soffitto, con alcuni brevi camini, raggiunge i 10 metri.

Dopo un centinaio di metri di navigazione si giunge al punto in cui si trova il sifone d’entrata del fiume, percorribile solo da speleosub esperti, che sbocca in una grande caverna allagata chiamata Lago Boegan.

Nel lato sud-ovest della Grotta Lindner c’è un lago più piccolo, sifonante, dove il Timavo scompare inghiottito dalla roccia.