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   La zecca

Le zecche, appartenenti alla classe degli Aracnidi (la stessa dei ragni), sono degli acari parassiti esterni dalle minuscole dimensioni, capaci però di ingerire, durante i pasti, una tal quantità di sangue da aumentare il loro volume di alcune decine di volte.
Il ciclo vitale e gli ospiti da parassitare variano sensibilmente a seconda della specie. Il loro arco vitale si sviluppa normalmente dalle due alle quattro fasi: uovo, larva, ninfa e adulto. Solo in rari casi tutto il ciclo viene svolto su un unico ospite. Le Zecche non sono estremamente selettive sugli animali da parassitare che possono variare da Uomini, Cervi e Scoiattoli. Il mezzo di trasmissione più comune nel Carso è certamente costituito dal Capriolo sul quale la presenza della zecca è abituale.
In Italia le Zecche più comuni sono la Zecca dei boschi (ixodes ricinus), la Zecca del Cane (rhipicephalus sanguineus) - che sono entrambe "Zecche dure" - e la Zecca del Piccione (argas reflexus) - che a differenza delle prime due è una Zecca molle.
Le Zecche sono tristemente famose a causa delle malattie che sono in grado di trasmettere, quali il morbo di Lyme, quest'ultima proprio endemica del territorio del Carso come in Liguria e Trentino.

Habitat: i luoghi nei quali la Zecca risiede abitualmente sono le aree boscose con alta vegetazione erbosa. Solo alcune rare specie di Zecca passano la loro vita sul loro ospite. Normalmente esse passano la maggior parte della sua vita nascondendosi tra il fogliame, sulle pietre o sull'erba. Proprio in quest'ultimo modo sono in grado di venire a contatto con il proprio ospite nel momento di passaggio di quest'ultimo sullo stelo sul quale la Zecca era in attesa.

Riproduzione: le Zecche sono animali particolarmente attivi nei periodi caldi, che vanno dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno. Le femmine depongono nell'arco della loro vita fino a 20.000 uova.

Alimentazione: sia per completare il loro sviluppo che per portare a compimento la riproduzione, le Zecche necessitano di sangue che ricavano dai loro ospiti. Per far ciò conficcano il loro apparato boccale, costituito da un rostro, nella cute dell'ospite emettendo contemporaneamente delle sostanze anestetizzanti che attenuano gli effetti della puntura. Così sono in grado di poter tranquillamente succhiare il sangue. Le zecche rimangono attaccate per un periodo abbastanza lungo, che può variare - nel caso delle Zecche molli - da alcune ore a una settimana - nel caso delle Zecche dure -, passato il quale si staccano spontaneamente.