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   La vipera dal corno

Questo animale, considerato il più pericoloso presente in Italia, ha una conformazione assolutamente inconfondibile. La sua fisionomia è caratterizzata da un corpo di colore grigio che può tendere anche al bruno. Lungo e tozzo ha il dorso contraddistinto da una linea costituita da forme romboidali unite tra loro che si sviluppa dalla testa fino alla coda. Questo disegno può variare da un colore grigio chiaro a un grigio scuro quasi nero. La testa a forma triangolare possiede sul cui apice un corno così ben marcato da aver dato origine al suo nome. La sua lunghezza può raggiungere il metro e molto raramente superarlo . Nella maggioranza dei casi la lunghezza media si aggira attorno ai 65 cm di lunghezza. Tutto il suo corpo è ricoperto di piccole squame, caratteristica questa degli altri membri della famiglia. Esistono esemplari di colore chiaro, ocra o anche rosa, si tratta quasi sempre di femmine; raro il melanismo.
 I suoi occhi, relativamente grandi, sono vitrei ed hanno pupille verticali.
Nonostante la sua pericolosità è considerato un animale timido che cerca la fuga al primo pericolo. Per questo i casi di avvelenamento da morso in Italia sono eventi poco comuni. Si tenga in considerazione che in tutta Europa (paesi dell’est esclusi) i casi di morte per avvelenamento da morso di vipera ammontano mediamente a 50 all’anno. Il morso, per la vipera, risulta essere l’ultima delle alternative. Dopo la fuga infatti, qualora l’esemplare si senta fortemente minacciato, emette dei forti sibili di avvertimento; solo in caso di estrema difesa ricorre al suo morso.
E’ un animale sottoposto ad una grave minaccia da parte dell’uomo che la caccia in modo indiscriminato, pertanto oggi è protetta dalla legge.

Habitat: è un animale presente in particolare sul Carso triestino e friulano, nonché nel resto del nord est. Risulta molto rara nel rimanente territorio peninsulare.
Adora i terreni pietrosi e soleggiati dove potersi esporre ai raggi solari, ma non disdegna muri a secco, cataste di legna e tronchi degli alberi. E’ rinvenibile fino a circa 2.000/2.500 metri di altitudine. L’ambiente caldo e soleggiato è necessario all’animale per autoregolarsi. Egli infatti, durante le ore del giorno ama oziare al sole, mentre risulta estremamente attivo nelle prime ore del giorno e nelle ore precedenti il tramonto. Nel caso in cui il sole risulti troppo cocente trova immediatamente riparo in qualche anfratto. Nei periodi di troppo caldi esce solamente durante le ore notturne.
Durante la stagione fredda, con inizio tra fine settembre ed inizio novembre, le vipere dal corno vanno in letargo. 

Riproduzione: alla fine del periodo invernale e del letargo, ha luogo la stagione degli amori. Gli accoppiamenti avvengono dopo danze di combattimento tra i maschi rivali e danze di corteggiamento.  La copula porta alla luce da 5 a 20 piccoli all’anno, già dotati di corno e veleno. La vipera è ovovivipara, pertanto mette alla luce dei piccoli già sviluppati in grado di liberarsi in breve tempo del loro involucro.

Alimentazione: si ciba di topi, ratti, piccoli mammiferi, lucertole ed uccelli di piccola taglia. La vipera dal corno utilizza il suo veleno per colpire la preda con un morso fulmineo, poi si limita a seguirla nella sua breve fuga che termina dopo poco. Il corpo dell’animale ormai esanime o già morto viene ingoiato intero iniziando ad ingerirlo dalla testa. Si ritiene che questa accortezza sia dovuta al verso del pelo che permette una maggior facilità di introduzione del corpo della vittima nel condotto digestivo della vipera.