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   La rondine

La Rondine è uno degli uccelli più noti del nostro cielo. E’ sicuramente meno presente di quanto si possa immaginare poiché viene spesso confusa con le specie consimili che vengono comunemente chiamate Rondini. Esistono infatti numerose specie che, ad un occhio inesperto, possono essere scambiate con la Rondine, come ad esempio il Balestruccio, il Rondone ed il Topino. Nella realtà questo animale sta velocemente diminuendo, vittima dei pesticidi ed insetticidi sparsi dall’uomo. Infatti questi ultimi avvelenando gli insetti condannano la Rondine che se ne nutre.

E’ lunga complessivamente circa 19 cm, ala 12 e coda 10. La parte superiore è scura, quasi nera, con forti riflessi di un blu metallico. La fronte e la gola sono castano ruggine. Ha una coda molto lunga, nera e biforcuta; la punte della coda sono sottili, quasi filiformi. La femmina è identica al maschio a differenza della lunghezza delle timoniere che risultano più lunghe nel maschio.

Osservando il volo delle Rondini è possibile prevedere il tempo. Infatti è provato che gli insetti, di cui si nutre la Rondine, durante la bassa pressione non siano in grado di volare in alto. Pertanto, la Rondine, in perpetua caccia, si adatta a questa necessità delle proprie prede. In questo modo si è facilmente in grado di capire che se la Rondine vola alta nel cielo siamo in presenza di alta pressione, con conseguenti scarse possibilità di perturbazione. Ci si dovrà invece preoccupare quando la Rondine vola a pochi metri da terra.

Habitat: è presente in tutta Italia solo nel periodo caldo primaverile ed estivo, facendo il suo arrivo  marzo-aprile, per ripartire tra settembre ed ottobre. Sverna nell’Africa settentrionale e centrale. Passa la maggior parte della sua vita in volo. Una vecchia ed ingiustificata credenza narra addirittura che dormisse in volo lasciandosi planare nell’aria e che non fosse in grado di decollare, una volta posata al suolo, a causa dell’estrema lunghezza della sue ali che non potevano essere spiegate a sufficienza per innalzarsi in volo urtando il terreno sottostante e non avendo la capacità di imprimere una forza tale da staccarsi da terra.

Riproduzione: costruisce il nido con pagliuzze, piume cementate con fango; viene realizzato a forma di mezza coppa con una semplice apertura su un lato superiore. Il nido viene collocato in zone riparate sui costoni di roccia, sotto i ponti, al riparo dei cornicioni delle case, nelle stalle ed negli ambienti coperti lasciati aperti. Depone da 4 a 5 uova alla cui cova provvede la femmina per circa 14-15 giorni. Riesce ad effettuare anche tre covate da aprile a maggio, speso prolungando tale periodo di cova.