Working people
  Eventi-news
Totem multimediali
Per la scuola
Mappe

   La mantide

Le mantidi religiose sono animali piuttosto comuni nel Carso triestino, anche se la loro osservazione non è così facile grazie alla capacità mimetica di questo aggraziato insetto. Il nome mantide deriva dalla parola greca mantis, cioè profeta, legata alla sua abituale postura delle zampe anteriori raccolte simile alla posizione di un uomo che prega. Le zampe anteriori invece sono delle velocissime armi con le quali la mantide afferra le sue prede e tenendole ben salde è così in grado di divorarle. Le mantidi religiose sono pessimi volatori ed in molte specie le ali sono addirittura atrofizzate, mentre in altre solo il maschio è in grado di volare.

Le mantidi diversamente da quanto si pensa non sono dotate di veleno e  non sono assolutamente pericolose per l’uomo se non per il rischio di qualche leggero taglio che potrebbe essere eventualmente inferto con le zampe raptatorie di cui la mantide è dotata. Alcune specie emettono dei suoni sfregando le ali tra loro allo scopo di intimidire eventuali nemici.

La mantide cresce facendo la muta, cambiando cioè la pelle; ad ogni muta le dimensioni possono aumentare del 20-30%. La muta nei soggetti giovani avviene ogni 10-20 giorni diradandosi con l’aumentare dell’età. La fase adulta avviene dopo circa 6-9 mute a seconda della specie. Nel periodo dello sviluppo è addirittura possibile rigenerare gli arti eventualmente persi nell’arco di una o due mute. Dopo tale periodo la muta non avviene più e il soggetto rimane con le medesime sembianze fino alla morte.

La maggior parte delle mantidi non raggiunge l’età di un anno ma generalmente muoiono prima, ciò soprattutto è constatato nei maschi che vivono poco più della metà delle femmine. Le mantis religiosa, la più comune specie tra quelle nostrane, nascono tra aprile e maggio per morire   tra ottobre e novembre.

Habitat: le mantidi sono piuttosto comuni nei prati, dove cercano di mimetizzarsi aspettando le proprie prede, stando assolutamente immobili aspettando il momento di sferrare un rapidissimo attacco con le zampe raptatorie. La tecnica e gli strumenti di caccia sono sorprendentemente simili a quelle utilizzate dalla cicala di mare che si nasconde sotto la sabbia aspettando il transito dei pesci. 

Riproduzione: l’accoppiamento avviene raggiunta l’età adulta, solo quando entrambi i partner sono ricettivi. L’accoppiamento dura alcune ore ed in alcune specie, durante lo stesso la femmina usa divorare il maschio incominciando a mangiarlo a partire dalla testa. Il maschio, grazie alla sua struttura del suo sistema nervoso, è comunque in grado di portare a termine la fecondazione anche in tali condizioni. Dopo qualche settimana dall’accoppiamento, la femmina depone due/tre ooteche che possono ospitare oltre un centinaio di ninfe. Le ooteche si schiudono con durate diverse a seconda della specie.

Alimentazione: le mantidi si nutrono in particolare di insetti che possono, in alcune specie superare anche la metà del loro stesso volume. Una volta adulte sono in grado di digiunare per diversi giorni o settimane, abitualmente si nutrono due/tre volte la settimana. Le prede più ambite sono: mosche, api, grilli e cavallette.