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   La cornacchia grigia

La Cornacchia grigia è un uccello di grosse dimensioni molto comune sia in città che in Carso. Come molte altre specie, come ad esempio i gabbiani, si sono facilmente adattati a convivere con l’uomo dal quale traggono ampi benefici. Sono facilmente osservabili al tramonto, quando si spostano in ampi stormi nella medesima direzione. Per la sua capacità di adattamento all’habitat dell’uomo, il suo numero sta aumentando in maniera considerevole, potendo rappresentare un rischio per l’equilibrio naturale.cornacchia1

Lunghe fino ad oltre 50 cm, con un’apertura alare di oltre 30 cm, hanno il corpo grigio e le ali e la testa neri cangiante in blu ed in viola. I due sessi risultano essere molto simili e difficilmente distinguibili tra loro. Esiste anche la versione totalmente nera, moltosimile al Corvo, solo di dimensioni minori.

La Cornacchia grigia è dotata di una voce forte e non molto gradevole, il classico “cra-cra-cra”.
 
Habitat: la Corcornacchia2nacchia grigia è diffusa in tutta Europa, Asia e Africa Settentrionale. In Inverno il numero degli esemplari nella provincia di Trieste aumenta poiché il territorio più mite ospita anche gli individui che per i mesi freddi scendono dal nord Europa. Si adatta con grande facilità agli ambienti in cui ha pochi rivali; si pensi che non nutre alcun timore neppure nei confronti dei rapaci con i quali ingaggia duri scontri aerei riuscendo spesso a mettere in fuga l’avversario.

Riproduzione: nidifica, da aprile a maggio, in cima ad alti alberi, sui campanile o alti edifici, sui quali costruisce ampi nidi rozzi, composti da stecchi. La femmina depone da 4 a 6 uova azzurro verdognole picchiettate di bruno. Le uova vengono covate per circa una ventina di giorni; un mese dopo la schiusa i giovani lasciano il nido.

Alimentazione: è una specie assolutamente onnivora non disdegnando cibi animali né vegetali. Si accontenta facilmente nutrendosi di carogne e anche rifiuti umani. Per il sostentamento dei piccoli nidiacei l’alimentazione principale è rappresentata dalla carne. Per la sua voracità è considerata un uccello dannoso per le coltivazioni.