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   Come accudire un trovatello caduto dal nido

Innanzitutto è fondamentale capire di che specie si tratta. Qui li cataloghiamo in cinque macro gruppi (bisogna anche fare attenzione che alcuni di essi non possono essere fatti rientrare in una sola di queste categorie):

  • Granivori – che si cibano di semi: ad esempio il cardellino ed il verzellino
  • Insettivori – che si cibano prevalentemente di insetti: ad esempio la rondine, il rondone, il codirosso ed il pettirosso
  • Frugivori – che si cibano prevalentemente di frutta, abbinata sempre a insetti e/o semi: ad esempio il ciuffolotto
  • Carnivori – che si cibano di carne: esempio rapaci (ad esclusione dell’assiolo, unico rapace insettivoro)
  • Onnivori – che mangiano di tutto: esempio corvidi, come corvi, cornacchie e gazze

Discorso totalmente a parte deve essere fatto per gli uccelli come i gallinacei da subito in grado di alimentarsi da soli; non hanno nemmeno bisogno di un nido, unica accortezza un luogo caldo pulito ed accogliente per i primissimi giorni. Altra discriminante può essere fatta per alcune specie che da adulte si rivolgono ad una alimentazione prevalente mentre durante le prime fasi della vita ad un’altra. Ad esempio i fringillidi (fringuelli e passeri) prevalentemente granivori vengono allevati nel nido con molti insetti. Le cinciarelle e le cinciallegre invece fanno uso abbondante di un particolare bruco verde delle querce; se trovati infatti nelle primissime fasi della vita è molto difficile far sopravviverequesti ultimi uccelli, mentre dopo qualche giorno risultano essere tra le specie più semplici.

Fatte queste dovute premesse dividiamo genericamente in fasi il nostro impegno che dovremo assolvere per la corretta cura di un nidiaceo.

FASE 1: CREAZIONE DI UN CONTENITORE CALDO E SICURO
Utilizzare una scatola dalla quale non possano uscire o cadere, la quale sia fornita di abbondante aerazione ma non giri d’aria. L’ambiente morbido e pulito. Non utilizzare cotone idrofilo si incastra sulle zampette, sul becco e sulle narici, nonché crea pericolosi impasti collosi con cibo ed escrezioni che possono saldarsi con il piumaggio obbligando ad asportarlo in modo non adeguato.
Ideale è l’uso di un nido artificiale:

  • Per la struttura è sufficiente un nido in legno o in plastica. Essendo gli stessi sferici bisogna renderne la base stabile e non oscillatoria
  • Il nido deve essere ricoperto con panni a strati (di cotone e lana)
  • Il penultimo strato deve essere utilizzato un leggero telo di plastica (sufficiente un pezzo recuperato da un sacchetto di plastica) per impedire al fondo di assorbire l’umidità e la sporcizia
  • L’ultimo strato realizzato con carta assorbente (eventualmente scottex)

La temperatura ideale si aggira intorno ai 32° che si possono ottenere con una lampadina tenuta a debita distanza, non troppo vicina per evitare disidratazione e temperatura troppo elevata ma non troppo lontana. Si deve provare mettendo una mano vicino ai piccoli e sentire una temperatura calda ma gradevole. Se i piccoli sono piumati si può utilizzare come copertura un panno di lana. Per una corretta pulizia sarà sufficiente gettare gli ultimi strati del nido dal sacchetto di plastica, compreso e se posizionato bene, in su.

FASE 2: ALIMENTAZIONE
Usare una siringa, aiuta nella somministrazione dell’acqua e del cibo anche nei confronti dei piccoli più restii all’alimentazione artificiale. Con la punta di plastica (ovviamente senza ago) è più facile entrare delicatamente nel becco; bisogna penetrare abbastanza a fondo nella cavità orale per costringere alla deglutizione anche qui senza esagerare.
Se i piccoli aprono il becco spontaneamente, soprattutto per la somministrazioni di insetti, si può utilizzate uno stuzzicadenti.
I piccoli devono bere minimo due volte al giorno, ideale ogni 2/3 ore; meglio poco ma spesso. Si utilizza una siringa con l’accortezza di sostituire l’acqua fresca ogni volta. Nell’acqua volendo si può aggiungere qualche volta pochissimo limone.
 La siringa viene utilizzata anche per l’imbeccata, che deve avvenire:

  • Ogni mezz’ora quando i nidiacei sono piccoli e senza piumaggio
  • Ogni ora quando piumati

Anche qui meglio poco ma spesso. Accertarsi che il gozzo sia libero prima di nutrire nuovamente i piccoli. Il gozzo è certamente un importante elemento da valutare per capire la quantità di cibo somministrata.
Emettete un fischio e toccate il nido prima di ogni imbeccata così che colleghino questa operazione al cibo ed identifichino voi come genitori. Questo trucco potrà essere utile per richiamarli se dovessero scappare dal vostro controllo. Si può aiutarlo a deglutire strofinandogli il collo sotto al becco.

FASE 3: DIETA
La dieta deve essere varia ed adatta alla specie di uccello in cura. Insettivori, granivori, frugivori o misti.
Alimenti da utilizzare:

  • Insetti (grilli, cavallette, larve, farfalline, afidi, ragni, zanzare e moschini)
  • Uova di formica
  • Camole, per i piccoli è meglio vuotarle (per capire la quantità sono sufficienti 4 camole a pasto)
  • Omogeneizzato di carne (da utilizzare in mancanza d’altro, infatti non è ideale)
  • Carne scelta trita senza grassi
  • Un paio di volte alla settimana uovo sodo (non si deve esagerare)
  • Biscotti secchi o all’uovo ammorbiditi in acqua
  • Pastone fatto a mano non acquistato NUCLEO DELL’ALIMENTAZIONE PER I GRANIVORI
  • Integratori naturali. Ideali miele e polline (recuperabili entrambi dai produttori di miele)
  • Integratori vitaminici da usare assolutamente con moderazione

FASE 4: PASTONE
Il pastone è una crema morbida da poter essere somministrata con una siringa; più acquoso e via via più solido all’aumentare dell’età dei piccoli.
La crema si prepara con:

    una base realizzata con:

  • Ideale ceci tostati possibilmente secchi e reidratati poiché non trattati e salati come quelli in scatola. Anche questi ultimi possono essere utilizzati, sciacquandoli abbondantemente sotto acqua corrente per dissalarli e togliendone la cuticola
  • In alternativa piselli
  • Mela (qualche volta, può cagionare scariche di diarrea)
  • Sedano, vanno bene anche le foglie ma in particolare il gambo
  • Foglie e/o fiori gialli di tarassaco freschi di giardino
  • Finocchio in particolare le sue foglie aghiformi
  • da aggiungere alla base:

    • Capsule di tarassaco ogni giorno una. Sono acquistabili in erboristeria, prelevando la polvere da ogni singola capsula
    • Miele qualche volta
    • Polline anche ogni giorno
    • Quando i piccoli sono cresciuti (dopo il 15o giorno) semi di girasole già sgusciati

    utilizzare acqua oligominerale per creare la giusta fluidità che deve diminuire con l’età del nidiaceo

Per impastare, sminuzzare ed amalgamare il pastone è possibile utilizzare un comune robot da cucina o un minipimer.
Il pastone deve essere somministrato alla giusta temperatura, né freddo né caldo. Per capire la giusta temperatura si deve inserire il dito nel pastone e non sentire la differenza di temperatura tra fuori e dentro.
Un trucco è di realizzare il pastone e metterlo in bicchierini di plastica piccoli da caffè (porzioni) nel congelatore. Si potrà così avere sempre pastone fresco avendo cura di scongelarlo con largo anticipo e lasciarlo a bagnomaria in acqua tiepida. Questo trucco permette di preparare porzioni piccole impossibili da realizzare singolarmente. E’ possibile preparare pastoni con basi diverse scrivendo un’etichetta sul bicchierino.

FASE 5: SALUTE
Il nido ed i piccoli molto spesso, o meglio quasi sempre, vengono aggrediti da parassiti ed acari. E’ necessario controllare le condizioni dei piccoli ed utilizzare specifici prodotti antiparassitari ed antiacaro; utilizzarlo anche sul nido valutando se realizzarne un altro buttando i panni usati. L’operazione dovrà essere effettuata con molta attenzione; ovviamente non dovranno essere colpiti narici, becco ed occhi.
Se i piccoli non vengono trattati correttamente possono ugualmente sopravvivere per poi morire durante la prima muta non essendo in grado di affrontarla. I problemi si possono anche evincere dal piumaggio incolore o non del tutto formato. A volte si sviluppa anche il rachitismo.
Attenzione che non mangino i loro stessi escrementi.

FASE 6: TEMPI
I nidiacei rimangono indicativamente all’interno del nido da 14 a 18 giorni, variano molto a seconda della specie. Intorno a questo periodo iniziano ad essere irrequieti e a saltare ovunque, risultando piuttosto difficile contenerli. In questa fase dovremo passarli da una scatola ad una gabbia nella quale potremo mettere delle mangiatorie e bevitoi con l’acqua. Nei bevitoi dovremo mettere semi (alimentazione da adulti adatti alla specifica specie) e del pastone non troppo umido (rischia di irrancidirsi) con cui li abbiamo alimentati fino ad oggi. Dovremo comunque continuare ad alimentarli a mano. Intorno al 25o giorno inizieremo a vedere un po’ di autonomia. Da questo momento dovremo controllarli e vedere se iniziano a nutrirsi da soli.

FASE 7: REGOLE e CONSIGLI

  • MASSIMA PULIZIA, anche se molto difficile: escrementi e scarti di cibo che si incrostano su becco e piumaggio. Pulire subito con panno umido per non rischiare che si formino grumi duri che non è possibile più asportare senza danneggiare anche gravemente il piumaggio e peggio ancora pelle e carne del nidiaceo (a volte si causa anche sangue che deve essere subito disinfettato). 
  • MANGIARE E BERE POCO E SPESSO
  • Ho trovato ottimo il pastone NUTRIENT SPECIAL MAIOR della CHEMI VIT
  • Come integratore di aminoacidi ho usato con successo il FRILIVER SPORT RECHARGE della BRACCO
  • Interessante il sito www.cardellino.it