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   Il cinghiale

Il cinghiale è un animale che riesce ad adattarsi molto bene al territorio in cui vive; proprio grazie a questa sua abilità è riuscito ad adattarsi storicamente sia ai paesi europei ed asiatici, che a quelli nordafricani. Trapiantato dagli spagnoli negli Stati Uniti è riuscito a conquistare ampie aree nelle quali si è ormai naturalizzato. In Italia è presente in tutto il territorio. Nei territori africani egli ama usufruire delle aree paludose ed aperte, mentre in Italia predilige i boschi riuscendo a colonizzare qualsiasi terreno il quale sia però dotato di una fonte d’acqua la quale diventa per questo animale il suo punto di riferimento; infatti nel corso della giornata non si allontana di molto da essa. Il cinghiale in Europa è stato più volte decimato e successivamente reintrodotto soprattutto a causa della caccia e ciò ha inquinato non poco la purezza della razza originaria. L’interesse per la caccia al cinghiale negli anni è andata diminuendo grazie all’allevamento del maiale che lo ha sostituito.


Il cinghiale adulto raggiunge 1,80 m di lunghezza, il metro di altezza ed il quintale di peso. Grazie alla sua pelle poco vascolarizzata e molto spessa non risente delle punture di insetto e delle spine degli arbusti del sottobosco. Questa difesa naturale gli permette di rimanere incolume anche dai morsi delle vipere, che possono colpire solo le zone sprovviste come il muso esoprattutto il grugno. La pelle si inspessisce ancor più nel periodo della riproduzione per permettere all’animale una maggior difesa nei combattimenti tra maschi. I cuccioli sono chiari e maculati, con striature bianco-beige orizzontali.

Habitat: nel Carso il Cinghiale resta celato nella boscaglia dove risulta ben mimetizzato, ma si avvicina anche alle case soprattutto se invogliato dal cibo fornito dagli uomini. Molto poco comune nella aree sassose e rocciose ove non si sente a suo agio soprattutto perché impossibilitato dal grufolare tra la terra e le foglie in cerca di cibo. Nonostante sia considerato un animale aggressivo raramente si concede alla vista dell’uomo se non per ricerca di cibo dove abituato dalle stesse persone. Gli attacchi all’uomo sono stati molto rari ma, anche se raramente mortali, possono provocare gravi mutilazioni e cicatrici a causa delle poderose zanne di cui sono dotati. Gli attacchi si sono verificati solamente per proteggere i cuccioli o in caso di estrema difesa o di sorpresa da parte dell’animale colto alla sprovvista.

Il cinghiale è un animale che vive in modo sociale, costituendo dei branchi matriarcali di alcune decine di femmine guidate da quella più anziana. I maschi giovani formano tra loro piccoli gruppetti mentre quelli adulti vivono in modo solitario. Il territorio viene marcato con svariate tipologie di secrezioni. Il territorio viene abbandonato solamente per mancanza di cibo per spostarsi in aree più ricche di vegetazione. I cinghiali comunicano tra loro tramite sonori grugniti udibili anche a distanza.

Il cinghiale sopporta molto bene l’umidità ed il freddo, resistendo a temperature rigide molto al di sotto dello zero grazie all’isolazione fornita dal suo pelo. Con maggior difficoltà sopportano invece il caldo che patiscono particolarmente.

E’ di abitudini crepuscolari e notturne. E’ uno tra i pochissimi suidi a costruirsi una tana, anche se molto artigianale. Infatti esso crea una buca nascosta tra i cespugli con l’aiuto degli zoccoli e del muso ove ama oziare e riposare durante il giorno. Nella stagione fredda usa imbottire questi ricoveri con foglie secche e frasche. Questo animale costruisce diversi ripari secondari anche nelle zone nelle quali suole transitare nei suoi spostamenti.

Riproduzione: durante il periodo della riproduzione i maschi si uniscono ai branchi lasciando la vita solitaria percorrendo anche grandi distanze. La presenza di più maschi da origine spesso a feroci combattimenti conseguenti a una prima fase di intimidazioni reciproche. Solo nel caso in cui nessuno dei contendenti abbandoni il campo si verificano veri e propri scontri che possono provocare ferite anche gravi a volte anche mortali.  Non appena ottenuta la supremazia, il maschio separa la femmina dagli altri giovani ed inizia il corteggiamento costituito da gemiti e sfregamenti. Il maschio rimarrà in presenza delle femmine fino per tutto il periodo fertile delle femmine, poi ritornerà alla sua vita solitaria.  La femmina può avere fino ad un massimo di tre periodi fertili all’anno a seconda del clima e della disponibilità di cibo. La gestazione dura circa 150 giorni. Pochi giorni prima del parto la femmina si allontana e partorisce in solitudine in una tana precedentemente costruita. Le nascite si concentrano in primavera e in estate inoltrata ed i nati possono andare da 3 a 12. In quest’ultimo caso sopravvivono solo i piccoli più forti. Appena nati sono già provvisti di occhi aperti in grado di vedere, dopo due settimane iniziano a cercare autonomamente il cibo, allattano fino a tre mesi. Lo svezzamento dura circa 4 mesi mentre la totale autonomia intorno dopo 7 mesi. Restano comunque con la madre fino a un anno d’età. La maturità sessuale verrà raggiunta intorno all’anno e mezzo nella femmina ed i due anni dal maschio. Causa la forte competizione tra i maschi i cinghiali potranno accoppiarsi solo raggiunta una certa corporatura e prestanza fisica, quindi intorno al quinto anno di età.

Alimentazione: dotato di un finissimo olfatto è in grado di scovare le sue prede sia annusando nell’aria che sottoterra. E’ un animale onnivoro che ama una dieta varia sia vegetale che carnivora.  Come vegetali spazia dalle ghiande, delle quali va estremamente ghiotto, alle radici, ai tuberi, al funghi, alle bacche ed alla frutta. Di origine animale rane, serpenti, pesci ma anche giovani caprioli.