Working people
  Eventi-news
Totem multimediali
Per la scuola
Mappe

   Il cervo

Il Cervo (Cervus elaphus) è un animale schivo e raramente osservabile sul Carso triestino; a differenza del Capriolo, percorre ampie distanze  ed è possibile osservare i medesimi esemplari a svariati chilometri in pochi giorni. Il Cervo dei nostri boschi ha subito degli incroci con altre specie a seguito della drastica riduzione del numero di esemplari avvenuta durante la seconda guerra mondiale; questo intervento avvenuto ad opera dell’uomo è stato realizzato anche al fine di migliorarne la qualità sia della corporatura che del palco. Di corporatura imponente il maschio pesa dai 100 ai 300 Kg per un altezza che al garrese può variare dai 105 ai 140 cm ed una lunghezza che va dai 185 ad oltre i 220 cm; la femmina é invece di dimensioni più ridotte, il peso raramente supera i 130 Kg, l’altezza i 110 cm e la lunghezza i 190 cm. Il mantello del Cervo subisce nell’arco dell’anno due mute, una assunta ad ottobre di colore fulvo grigiastro che permane per tutto l’autunno e l’inverno; questo mantello è caratterizzato da una lunga e folta criniera nel maschio, e di peli bianchi dello specchio anale sia nelle femmine che nei maschi. La sostituzione del pelo invernale avviene ad aprile; il nuovo mantello è fulvo rossiccio. I giovani posseggono invece un caratteristico mantello marrone scuro macchiato di bianco lungo i fianchi; questo mantello è tenuto per i primi due mesi di vita.
Il palco (le corna) è presente solo nel maschio, il quale lo sostituisce una volta all’anno. L’imponenza del palco è proporzionata all’età del soggetto, che rigenera tra marzo e giugno, ogni anno più sviluppato. L’età non è la sola discriminante dell’importanza del palco che dipende dalla salute dell’animale, dall’ambiente in cui vive e dalla sua alimentazione. Il palco raggiunge la massima dimensione in circa quattro mesi, periodo nel quale le corna sono ricoperte di pelle ed un sottile strato di “velluto”. Il massimo delle ramificazioni viene raggiunto intorno al settimo anno, età nella quale le ramificazioni possono variare da 6 a 11 e la lunghezza può superare abbondantemente 1,20m e raggiungere un peso di circa 9 kg.

Habitat: le femmine ed i piccoli vivono in branchi in particolare nei boschi di conifere, nelle foreste decidue, cioè in boschi radi aventi comunque ampie radure e zone aperte; i maschi vivono invece una vita solitaria, riunendosi al branco nel periodo della riproduzione. Durante la primavera e l’autunno abbandonano di sovente i boschi di conifere per spingersi in pianura e avvicinarsi anche ai centri abitati. In Italia é presente in particolare lungo la catena alpina ed in modo più limitato negli Appennini.

Riproduzione: il periodo della riproduzione va da metà settembre a metà ottobre; periodo nel quale è possibile udire inquietanti bramiti provenire anche da molto lontano. In questo periodo i maschi si affrontano per accaparrarsi le femmine il cui numero può variare da 5 a 15. Gli scontri tra maschi sono furiosi ma generalmente incruenti, poiché il perdente si allontana molto rapidamente. Dopo l’accoppiamento la gestazione ha una durata di 231-234 giorni, al termine del quale, normalmente alla fine di maggio, la femmina mette al mondo un solo cucciolo (raramente due), il quale sarà in grado di camminare già entro le prime due ore dal parto. Il piccolo verrà svezzato per circa otto mesi per raggiungere la maturità sessuale tra i 16 e i 24 mesi, anche se per la riproduzione sarà necessario aspettare il terzo anno di età. I cervi possono raggiungere un’età superiore ai 20 anni.

Alimentazione: il Cervo è il più grande erbivoro selvatico del nostro territorio. Si nutre di foglie ed erbe, definito poco selettore nello scegliere il cibo e capace di adattarsi facilmente in conseguenza della disponibilità e alle diverse stagioni dell’anno.