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   Il capriolo

L’osservazione del capriolo sul terreno carsico non è certamente un fenomeno raro, anzi. I caprioli sono animali che a differenza dei cugini cervi, sono animali stanziali, ed è spesso facile rinvenire gli stessi esemplari proprio nei medesimi luoghi. Di norma il territorio del capriolo è rappresentato da uno spazio che può essere di circa un chilometro di diametro. Solo i soggetti giovani percorrono distanze maggiori alla ricerca di un loro territorio cacciati da maschi e femmine adulti che proteggono il loro territorio dagli intrusi. Il capriolo si ricopre di un diverso manto nella stagione estiva dove appare di un bruno chiaro e brillante mentre in inverno la pelliccia risulta essere più scura tendente al grigio.

Habitat: il capriolo predilige i terreni con vegetazione non  troppo fitta, la quale potrebbe compromettere la sua mobilità. Il maschio usa marcare il proprio territorio. Nel periodo degli accoppiamenti i maschi maturi si affrontano per conquistare il maggior numero di femmine.
Solo il maschio è dotato di palco (corna) il quale vengono sostituiti ogni anno. Proprio dal palco è possibile riconoscere non solo la salute ma anche l’età del soggetto.

Riproduzione: il periodo riproduttivo va dalla fine di luglio ai primi di agosto. In questo periodo i maschi competono tra loro per la conquista delle femmine. A fecondazione avvenuta, l'ovulo della femmina non subisce alcuna variazione e rimane comunque stazionario per circa quattro mesi, fino circa alla metà di dicembre, quando comincia a svilupparsi. Il reale periodo di gestazione dura così circa quaranta settimane; al termine di questo periodo la femmina partorisce uno a due piccoli, i quali restano nascosti per le prime settimane tra la vegetazione. L’estate successiva è possibile osservare le femmine che accompagnano i loro cuccioli. Se disturbati, la femmina si allontana velocemente cercando di attirare l’attenzione su di se, mentre il cucciolo cerca di mimetizzarsi; spesso il tentativo di nascondersi del cucciolo risulta essere particolarmente ridicolo poiché il suo primo scopo è quello di nascondere la sua testa senza accertarsi che il corpo sia altrettanto protetto. Accadeinfatti di vedere che il piccolo nasconda la testa nell’erba e lasci il corpo rivolto al cielo. I questi casi ci si deve guardare dal toccare il cucciolo che sarebbe immediatamente abbandonato dalla madre che è in grado di riconoscerlo solo tramite l’odore che verrebbe immediatamente inquinato e quindi compromesso dal nostro.

Alimentazione: il Capriolo si è adattato molto alle coltivazioni dell’uomo che ormai predilige anche rispetto alla sua alimentazione naturale costituita in prevalenza da foglie germogli e gemme di conifere. Per tale motivo è considerato dannoso per le coltivazioni e si rende necessario limitarne il numero quando questo raggiunga una quantità elevata.