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   L'assiolo

L’Assiolo è il più piccolo dei Gufi del nostro territorio; questo piccolo rapace accompagna con il suo verso le serate estive. Il suo richiamo è estremamente caratteristico, dolce e malinconico, suona come un “chiù” ripetuto ritmicamente a distanza di alcuni secondi. Seppure il suo verso sia udibile da lontano, l’avvistamento risulta essere estremamente arduo. In caso di pericolo, sfruttando la propria dimensione ridotta e la sua capacità di mimetismo, rimane assolutamente immobile, risultando invisibile all’occhio umano.  

Lungo 18 cm, ha un’ala di 15 cm ed una coda di 7cm. La livrea è di un bruno grigio più o meno intenso ed a volte tendente al fulvo con finissime striature nere e qualche piccola macchia bianca.  Le striature sono meno frequenti nei giovani. Estremamente caratteristici i due cornetti posti sul capo. Tarsi ricoperti di piume, dita grigie, becco grigio tendente al nero. I due sessi sono simili.
Risiede nel nostro territorio tra aprile e settembre per migrare poi nell’Italia meridionale e nell’Africa tropicale, dove sverna.

 

Habitat: l’Assiolo è diffuso in tutta l’Europa centro-meridionale nell’intero bacino del Mediterraneo. E’ presente un po’ ovunque sul territorio, dai giardini ai centri abitati, dai boschi alle campagne alberate fino a 500-700 metri sul livello del mare. Di giorno rimane immobile mimetizzato tra le piante, sugli alberi rimanendo sempre vigile. Di notte si sposta in cerca di cibo.

Riproduzione: nidifica da aprile a giugno, nei cavi dei tronchi o nei buchi dei muri, ma non disdegna i nidi abbandonati. Porta a conclusione una sola covata a stagione. Costruisce il proprio nido con un letto di muschio ed erba. La femmina depone da 3 a 6 uova, di colore bianco di poco più di 3 cm. La cova dura circa 24 giorno. Usa anche i nidi artificiali che gli vengono messi a disposizione.

Alimentazione: si ciba  di insetti come cavallette, farfalle e coleotteri. Solo raramente si nutre di piccoli uccelli o piccoli topi. Proprio questa alimentazione insettivora rende le sue carni diverse da quelle degli altri rapaci carnivori. Per questa sua caratteristica è stato l’unico rapace usato per l’alimentazione umana; da molti anni è divenuta specie protetta e ne viene vietata la caccia.