working people

La bora

La Bora è un vento di particolare intensità, il quale soffia da nord-nord-est in direzione dell’Alto e del Medio Adriatico. La Bora è marcatamente un vento forte, secco e discontinuo, cioè intervalla momenti di brezza medio leggera, a momenti di calma, a forti raffiche. La violenza di queste raffiche supera molto spesso i 100 km/h; a volte supera addirittura i 140 km/h. Le raffiche sono dette “refoli”, possono interessare la città anche per diversi giorni consecutivi. E’ un vento catabatico.
La Bora soffia in particolare nei mesi autunnali ed invernali; viene distinta in due diverse categorie:

  • BORA CHIARA: quando soffia in giornate serene ed assolate, anche se fredde.
  • BORA SCURA/NERA (ciclonica): in presenza di cielo coperto. Ciò avviene quando sul mare si stabilisce una zona di bassa pressione.

Il nome Bora, è riscontrabile in diverse lingue, sia antiche che moderne: esso viene fatto risalire al termine latino Borea. Un termine simile esisteva anche in greco βορέας, il quale significava “vento del nord”. Anche in arabo esiste il termine boor che significa neve. Non da ultimo lo slavo burja  che significa tempesta.
La Bora, che impegna in particolare la città di Trieste, è riscontabile anche in Slovenia, Croazia e nel basso Friuli. A volte, anche se sensibilmente ridotta, è possibile sentirla anche fino a Venezia ed oltre.
Fino a qualche decennio fa la città ed i suoi marciapiedi erano cosparsi di grosse cime poste sulle parete degli edifici o sostenute da colonnine metalliche. A queste funi i  pedoni potevano aggrapparsi per poter camminare. Oggi questi strumenti sono caduti in disuso, ma se ne vedono ancora le basi sulle quali venivano posate. Per molti anni la Bora ha interrotto di soffiare ma ultimamente ha ripreso con rinnovato vigore.
Comunemente la Bora spazza via le nuvole, portando con se il sole, ma nei casi di concomitanza con la pioggia, diviene estremamente difficile coprirsi dalle intemperie poiché risulta assolutamente impossibile l’uso dell’ombrello. Il vento si incanala nelle vie procedendo in modo assolutamente parallelo. Nelle vie perpendicolari si gode di una relativa calma; si consiglia pertanto di porre estrema cautela agli angoli degli edifici, poiché potremmo essere colti di sorpresa. Causa questo condizione particolare a Trieste, a differenza di molte altre città, non si fa uso sui motoveicoli di parabrezza, poiché cagionerebbero gravi rischi di stabilità al mezzo. E’ comune vedere le motociclette anche in sosta riverse sull’asfalto.