working people

Trieste sotterranea

 

Partenza da Opicina

In svariati periodi storici il suolo della provincia di Trieste è stato scavato per le più diverse ragioni, sia per creare la viabilità stradale ma molto anche per motivi bellici. Questo percorso è stato creato per scoprire dei siti che oggi si trovano allo stato di abbandono. Proprio per questo motivo è necessario essere ben attrezzati almeno con scarponcini e torcia. Per trovare alcuni di questi luoghi è necessaria particolare attenzione perché la vegetazione ne ha a volte sommerso le tracce.

Tappa n.1 - il nostro percorso parte dall’Obelisco di Opicina, nel cui parcheggio è possibile lasciare la macchina. Prima di iniziare il cammino è possibile godere del panorama grazie alla posizione dominante sulla città ed il mare.

Tappa n.2 – ci incamminiamo lungo il marciapiede di Strada nuova per Opicina, che dal parcheggio lascia a sinistra l’obelisco e a destra costeggia le rotaie del tram di Opicina, in direzione di quest’ultima. Dopo circa 200 metri, alla nostra sinistra (nascosta tra l’erba) è possibile scorgere la copertura di una costruzione militare risalente alla seconda guerra mondiale. In alcuni punti si possono osservare le feritoie dalle quali i militari potevano difendere la strada. Semisommersa è ancora presente l’apertura di accesso, dalla quale si consiglia esclusivamente di osservare la struttura ma di non accedervi, perché particolarmente impervia.

Tappa n.3 – tra la vegetazione retrostante la postazione si può scorgere un sentiero tra la vegetazione. Inoltrandosi tra gli alberi in fondo ad una piccola insenatura raggiungiamo una porta scavata nella roccia dalla quale si accede ad una ampia galleria. Questa faceva parte dei bunker e rifugi antiaerei realizzati nel secondo conflitto mondiale. Percorrendola tutta si esce nella boscaglia e agilmente si può raggiungere nuovamente la strada da cui si è entrati.

Tappa n.4 – rientrati sul marciapiede che avevamo lasciato riprendiamo la strada per Opicina. Al termine della strada, a ridosso del quadrivio di Opicina è ubicato il Ristorante Diana, nel quale è possibile fare una sosta. Proseguiamo poi attraversando la strada ed inoltrandosi in un parcheggio per autovetture. Alla nostra destra troviamo un sentiero. Dopo averlo percorso per poche centinaia di metri, lasciamo alla nostra destra un campo da tennis e la strada inizia una salita. Dopo alcuni minuti, tenendoci sempre vicini al lato della montagna che continuiamo a costeggiare alla nostra destra, iniziamo a vedere una serie di entrate a gallerie sotterranee scavate nella roccia, alcuni delle quali procedono fino all’altro versante del monte a totale controllo della viabilità che porta da Trieste ad Opicina e vista su tutta la città.

Tappa n.5 – terminata la visita delle gallerie, riprendiamo il sentiero che abbiamo percorso all’andata fino alla Strada nuova per Opicina. Giunti vicino alla prima galleria visitata, osserviamo una costruzione vicina alle rotaie presso la quale prendiamo il tram di Opicina.

Tappa n.6 – scesi al capolinea attraversiamo piazza Oberdan, la confinante piazza Dalmazia e percorriamo la via Fabio Severo sul marciapiede sinistro. Lungo la cinta di sinistra è possibile osservare l’entrata della Kleine Berlin.  

Tappa n.7 – conclusa la visita ritorniamo in piazza Oberdan e percorriamo la via XXX ottobre fino ad arrivare in Corso Italia. Giriamo quindi a destra e pochi metri dopo, sul lato opposto della strada attraversiamo Largo Riborgo e giungiamo al Teatro Romano ben visionabile dall’esterno.

Tappa n.8 – dopo una breve sosta riprendiamo il cammino nella direzione che abbiamo lasciato. Dopo poco alla nostra sinistra, sopra un’ampia scalinata osserviamo la Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Tappa n.9 – visita ai sotterranei della chiesa.

Tappa n.10 – rientro alla macchina percorrendo a ritroso la strada verso il tram e recupero della macchina all’Obelisco.